Cassazione Penale, Sentenza n. 1904/2023 del 18/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
De Magistris impugnava il rigetto dell'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo ex art. 640‑quater c.p. disposto sul patrimonio a lui riconducibile, contestando: (1) l'assenza del fumus commissi delicti in quanto sarebbe titolare dei requisiti per ottenere i contributi comunitari e aveva prodotto contratti e attestazioni che comprovavano la conduzione dei fondi agricoli per cui aveva richiesto gli aiuti; (2) la carenza motivazionale del provvedimento impugnato circa il periculum in mora, ossia la mancata indicazione delle ragioni giustificatrici dell'anticipazione dell'effetto ablativo mediante il sequestro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha dichiarato infondato il primo motivo, ritenendo che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente valutato la attendibilità delle dichiarazioni dei proprietari dei fondi che negavano di aver concesso la disponibilità a terzi, e che i documenti prodotti dal ricorrente (dichiarazioni unilaterali e contratti disconosciuti) non avessero sufficiente capacità probatoria. Ha invece accolto il secondo motivo: ha censurato l'ordinanza impugnata per mancata motivazione sul periculum in mora, richiedendo che il giudice del riesame, in sede di rinnovo del giudizio, valuti espressamente e motivi le ragioni per le quali è necessario anticipare l'effetto ablativo (sequestro) in vista di una futura confisca. Per questo motivo la Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato il procedimento al Tribunale del riesame di Lecce per nuovo esame sulla sussistenza del periculum in mora e sulle eventuali condizioni che giustifichino il mantenimento del sequestro.
Norme richiamate
art. 640‑quater cod. pen.
Norma penale che disciplina la fattispecie di indebita percezione di aiuti comunitari e legittima l'applicazione di misure reali (sequestro preventivo) su beni ritenuti riconducibili al profitto del reato
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n. 137; art. 16 d.l. 30/12/2021 n. 228
Disposizioni procedurali straordinarie richiamate per la modalità di esame del ricorso; disciplinano procedure applicabili alla trattazione del ricorso in Cassazione in periodi normativamente disciplinati
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 37608 del 09/06/2021 (Costagliola)
Principio secondo cui il giudice del riesame, per effetto devolutivo, deve esaminare ogni aspetto relativo ai presupposti del sequestro (fumus e periculum), indipendentemente dalla specifica prospettazione del ricorrente
Giurisprudenza: Sezioni Unite, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)
Interpretazione consolidata che impone l'obbligo di motivazione riguardo alle ragioni per le quali, in prospettiva di confisca (obbligatoria o facoltativa), sia necessario anticipare gli effetti della misura mediante sequestro preventivo
Massime di principio
- In sede di riesame del sequestro preventivo il giudice è tenuto a valutare e motivare sia il fumus commissi delicti sia il periculum in mora; l'obbligo vale anche quando la confisca è obbligatoria.
- Le dichiarazioni unilaterali e i contratti non riconosciuti dai proprietari hanno scarsa capacità probatoria se non supportati da elementi che ne attestino l'effettiva efficacia negoziale; il giudice può ritenere più attendibili dichiarazioni contrarie rese da terzi quando appaiono coerenti e prive di intento calunnioso.
- La mancanza di una motivazione specifica sul periculum in mora è vizio grave che può determinare l'annullamento del provvedimento di rigetto dell'istanza di riesame e la restituzione del dossier al giudice per un nuovo giudizio motivato.
- Se si contesta il fumus, è utile produrre elementi probatori forti e documentazione opponibile ai proprietari (ad esempio atti registrati, pagamenti, certificazioni terze) perché contrasti efficacemente le dichiarazioni dei proprietari stesse.
- In casi di misure connesse a confisca futura, il giudice deve spiegare perché il sequestro è necessario per evitare che la misura ablativa sia resa inefficace dall'altrui disposizione dei beni; la mera affermazione dell'esistenza del rischio non è sufficiente senza specifiche circostanze fattuali.
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