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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38912/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di condanna per lesioni e minaccia aggravata del 11/11/2013; il ricorrente deduceva vizi della motivazione e la mancata applicazione dell'attenuante della provocazione; la Cassazione rileva d'ufficio l'illegalità della pena irrogata (applicazione di sanzione non conforme all'assetto normativo per i reati attribuiti al giudice di pace) e constata la prescrizione dei reati maturata il 21/05/2021.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali perché il reato si è estinto per prescrizione (prescrizione maturata il 21/05/2021). Ha dichiarato inammissibile il ricorso agli effetti civili. I motivi principali di inammissibilità civile sono la natura meramente fattuale del primo motivo e la manifesta infondatezza del secondo (esclusione dell'attenuante della provocazione) secondo consolidata giurisprudenza.

Norme richiamate

  • art. 612, comma secondo, cod. pen.

    Articolo richiamato in relazione alla contestazione della minaccia aggravata; la Corte segnala che la pena è stata irrogata in misura non conforme alle norme applicabili per il giudice di pace

  • art. 582, comma primo, cod. pen.

    Articolo relativo al delitto di lesioni, ritenuto più grave nella determinazione della pena; tuttavia la Corte evidenzia un'illegalità nella determinazione complessiva della sanzione

  • art. 52 D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    Norma richiamata quale disciplina delle sanzioni per i reati attribuiti al giudice di pace; la Corte rileva che la sanzione effettivamente applicata è diversa/contraria a quanto previsto da questa normativa

  • Sez. un. 31 marzo 2022, Miraglia

    informazione provvisoria del 31 marzo 2022

    Principio secondo cui la Corte di cassazione può rilevare d'ufficio l'illegalità della pena anche in presenza di ricorso inammissibile, al fine di garantire i diritti costituzionali

  • Sez. 5, n. 8945 del 19/01/2022, Mangano (Rv. 282823)

    Giurisprudenza consolidata richiamata sulla restrizione dell'applicabilità dell'attenuante della provocazione, usata per dichiarare manifestamente infondato il secondo motivo del ricorso

  • artt. 3, 13, 25, 27 Cost.

    Richiamati a supporto del potere della Corte di Cassazione di intervenire d'ufficio per rilevare l'illegalità della pena e tutelare diritti fondamentali anche quando il ricorso è inammissibile

Massime di principio

  • La Corte di cassazione può rilevare d'ufficio l'illegalità della pena anche se il ricorso è inammissibile, quando ciò è necessario per rispettare principi costituzionali e l'assetto normativo vigente
  • Se la pena è stata determinata applicando una disposizione non conforme all'assetto normativo (es. sanzione diversa da quella prevista per i reati attribuiti al giudice di pace), questa illegittimità può comportare la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione
  • In sede di legittimità non sono riesaminabili questioni di fatto o meri apprezzamenti probatori già valutati dal giudice di merito: tali doglianze sono, di regola, inammissibili
  • L'attenuante della provocazione è valutata restrittivamente dalla giurisprudenza: la sua esclusione può essere ritenuta manifestamente fondata se i presupposti non emergono dai fatti accertati
  • Occorre sempre verificare il calcolo della prescrizione tenendo conto delle sospensioni processuali: anche ricorsi inammissibili possono portare alla declaratoria di prescrizione se il termine è nel frattempo maturato
  • Distinzione tra effetti penali ed effetti civili del ricorso: è possibile che un ricorso sia accolto o produca effetti in ambito penale (es. annullamento per prescrizione) mentre sia dichiarato inammissibile agli effetti civili

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