Cassazione Penale, Sentenza n. 42867/2022 del 10/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato per detenzione, ai fini della spendita, di banconote contraffatte (art. 455 c.p.) rinvenute nel bar da lui gestito, nella sua autovettura e nel portafogli. In cassazione deduceva: 1) che la falsità era "grossolana" e pertanto si sarebbe trattato di reato impossibile (art. 49 c.p.); 2) che mancava la finalità di utilizzazione delle banconote, essendo queste occultate lontane dalla cassa; 3) che l'aumento di pena per continuazione (art. 81 c.p.) era ingiustificato perché la detenzione era un atto unitario; 4) che dovevano essere concesse le circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso in parte inammissibile e in parte fondato. Ha rigettato (o dichiarato infondati) i motivi relativi al falso grossolano e alla mancanza della finalità di utilizzazione e quello sulle circostanze generiche, confermando la valutazione del giudice di merito su questi punti. Ha invece accolto il motivo relativo all'applicazione della continuazione: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla qualificazione della continuazione e ha rinviato per nuovo giudizio su questo punto alla Corte d'appello di Firenze. Per il resto la condanna e la pena sono state confermate; il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la parte residua.
Norme richiamate
Norma che punisce il falso nummario; la Corte ha ritenuto integrata la detenzione di banconote contraffatte non riconoscibili immediatamente come false da chiunque, giustificando la condanna per detenzione ai fini della spendita
Richiamata dalla difesa per sostenere l'esclusione della punibilità per inidoneità della condotta (reato impossibile); la Corte ha ricordato che l'eccezione opera solo se la falsità è immediatamente e inequivocabilmente riconoscibile "ictu oculi" da chiunque
Norma sulla continuazione: la Corte ha ritenuto che l'applicazione dell'aumento di pena per continuazione richiede una motivazione adeguata sulla pluralità di condotte e sul medesimo disegno criminoso, non sufficiente nel caso di specie
Regola sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto legittima la valutazione di merito che ha negato le attenuanti basandosi sulla gravità del fatto e sul numero rilevante di banconote false
Parametri per la determinazione della pena; la Corte ha considerato legittimo che il giudice di merito attribuisca maggior peso al parametro della gravità del fatto nel rifiutare le attenuanti generiche
Massime di principio
- Il falso nummario si considera "grossolano" (reato impossibile) solo se la falsità è immediatamente riconoscibile "ictu oculi" da chiunque, senza bisogno di accertamenti tecnici.
- La presenza di banconote occultate in più punti non prova di per sé l'assenza di finalità di utilizzazione; la valutazione richiede motivazione sul comportamento concreto e sulle circostanze.
- L'applicazione della continuazione (art. 81 c.p.) richiede motivazione specifica che dimostri pluralità di azioni autonome e il "medesimo disegno criminoso"; la mera suddivisione materiale dell'oggetto del reato non basta se il contesto temporale e soggettivo è unitario.
- La negazione delle attenuanti generiche può essere legittima se il giudice di merito, logicamente motivando, assegna prevalenza al parametro della gravità del fatto (art. 133 c.p.).
- Quando la falsità non è manifesta, è giustificato disporre accertamenti tecnici da parte di esperti per stabilire la contraffazione; la necessità di tali accertamenti indica che non si è di fronte a un falso "ictu oculi".
- In sede di impugnazione è possibile ottenere l'annullamento parziale della sentenza con rinvio limitato a questioni di diritto mal motivate, senza che ciò comporti la riforma integrale della condanna.
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