Cassazione Civile, Ordinanza n. 32183/2025 del 10/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha preso atto della rinuncia di tutti i ricorrenti e ha dichiarato estinto il giudizio di legittimità. Ha inoltre compensato le spese del giudizio di cassazione, richiamando il potere discrezionale previsto dall'art. 391, comma 2, c.p.c. in caso di rinuncia non accettata.
Esito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Nel giudizio di merito alcuni medici, dopo la laurea in medicina e l'iscrizione a scuole di specializzazione, avevano chiesto il risarcimento del danno contro diverse amministrazioni statali, assumendo che la borsa di studio percepita durante la specializzazione fosse inferiore alla "adeguata remunerazione" dovuta in base alla direttiva 93/16/CEE e che non fossero stati riconosciuti gli adeguamenti periodici previsti per altri medici. Il Tribunale e poi la Corte d'appello di Roma avevano rigettato la domanda. In cassazione i soccombenti avevano proposto ricorso fondato su due motivi, ma prima della decisione hanno rinunciato al ricorso ritualmente depositando l'atto di rinuncia.
Norme richiamate
in caso di rinuncia al ricorso non accettata, attribuisce alla Corte un potere discrezionale di compensare le spese del giudizio di legittimità.
Direttiva 93/16/CEE
richiamata nella pretesa risarcitoria come fonte dell'obbligo degli Stati membri di garantire un'adeguata remunerazione ai medici specializzandi.
Massime di principio
- La rinuncia ritualmente depositata da tutti i ricorrenti determina l'estinzione del giudizio di cassazione.
- In caso di rinuncia al ricorso non accettata, la Corte di cassazione può, con valutazione discrezionale, compensare le spese del giudizio di legittimità.
- Quando il processo si estingue per rinuncia al ricorso, la Corte non esamina il merito dei motivi di impugnazione.
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