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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47374/2022 del 15/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva accolto l'appello del pubblico ministero avverso il rigetto della richiesta di sequestro preventivo relativo a dodici manufatti realizzati in zona agricola senza permesso di costruire. Il ricorrente deduceva: 1) nullità del sequestro preventivo emesso in via d'urgenza perché eseguito da agenti di polizia giudiziaria e non da un ufficiale di p.g. (violazione artt. 321, comma 3-bis, cod. proc. pen. e artt. 104 e 113 disp. att. cod. proc. pen.); 2) assenza del periculum in mora richiesto per il sequestro preventivo, sostenendo che l'area, pur formalmente agricola, è in realtà altamente urbanizzata e i manufatti sono di modeste dimensioni e con limitata capacità abitativa; 3) mancata acquisizione della prova sull'effettivo aumento del carico urbanistico dovuto alle costruzioni.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile su tutti i motivi e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. Motivazione: il primo motivo è generico e, in ogni caso, non rilevante in cassazione perché il pubblico ministero non aveva impugnato la mancata convalida del sequestro d'urgenza; la nullità dell'atto d'urgenza non incide sulla legittimità del successivo decreto di sequestro adottato. I secondi motivi (periculum in mora e mancata prova dell'aumento del carico urbanistico) sono manifestamente infondati e non proponibili in questa sede: la valutazione del pericolo concreto e attuale spettava al giudice del merito, che ha adeguatamente motivato ritenendo che 12 manufatti per circa 600 mq. in zona agricola determinino un incremento di presenza umana con conseguente necessità di infrastrutture assenti nella zona, giustificando l'impedimento all'utilizzo. La Corte ha precisato che in cassazione si può censurare la motivazione solo per inesistenza o mera apparenza; non per semplice illogicità non manifesta o divergenza di apprezzamento dei fatti.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Il primo comma richiede periculum in mora per il sequestro preventivo; il comma 3-bis e le disposizioni attuative concernono la convalida e i profili procedurali del sequestro d'urgenza. La Corte ha ritenuto che eventuali vizi del sequestro d'urgenza non invalidano automaticamente il decreto di sequestro adottato successivamente e che la censura procedurale proposta era generica e non decisiva in cassazione.

  • art. 104 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama le regole operative sul sequestro e l'intervento delle autorità competenti; la Corte ha ritenuto non decisiva per la vicenda la mancata formale conformità dell'atto d'urgenza rispetto alla successiva adozione del decreto.

  • art. 113 disp. att. cod. proc. pen.

    Norme attinenti alla competenza e attività di polizia giudiziaria; interpretata in modo da non far riverberare la presunta nullità dell'atto d'urgenza sulla successiva misura cautelare adottata dal giudice.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione contro provvedimenti in materia di sequestri: ammesso solo per violazione di legge. La Corte ha confermato che non sono esperibili ricorsi di merito relativi alla valutazione dei fatti e della motivazione se non fondate su inesistenza o apparente motivazione.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Definisce i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha richiamato che la mera illogicità non manifesta della motivazione non integra il vizio censurabile ai sensi di tale norma.

  • art. 23, comma 8, dl. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modif. dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176

    Richiamata in relazione alle richieste trasmesse dal Pubblico Ministero; non incide sul principio di diritto deciso, ma contesta la legittimità dell'impugnazione proposta dal ricorrente.

Massime di principio

  • La nullità formale di un sequestro adottato in via d'urgenza non annulla automaticamente un successivo decreto di sequestro preventivo adottato dal giudice; le censure procedurali devono essere specifiche e rilevanti per poter essere efficaci in sede di impugnazione.
  • Il periculum in mora per il sequestro preventivo richiede valutazioni concrete e attuali del giudice del merito in ordine alle conseguenze della disponibilità del bene sul territorio; tale valutazione, se adeguatamente motivata, non è sindacabile in cassazione salvo inesistenza o mera apparenza della motivazione.
  • In materia di misure cautelari reali la cassazione è limitata ai vizi di legge e alla mancanza o mera apparenza della motivazione: contestazioni di merito sulla sussistenza o entità del danno urbanistico devono essere esperite nei gradi di merito con adeguata istruttoria probatoria.
  • Chi intende impugnare un sequestro preventivo per assenza del pericolo di danno deve documentare in primo grado (e nei successivi gradi) elementi oggettivi che attestino l'assenza di incremento del carico urbanistico, la presenza di servizi e l'irrilevanza volumetrica delle opere; senza ciò la scelta discrezionale del giudice del merito difficilmente potrà essere annullata in cassazione.
  • Le obiezioni procedurali devono essere proposte tempestivamente e con specificità: censure generiche o che non incidono sulla decisione impugnata rischiano di essere dichiarate inammissibili.

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