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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16258/2025 del 29/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Messina che aveva confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La vicenda concreta, per come emerge dall'ordinanza, riguarda un comportamento tenuto dall'imputato mentre gli agenti stavano procedendo al suo accompagnamento fuori da un appartamento: la Corte territoriale ha valorizzato un atteggiamento aggressivo e il tentativo di ostacolare l'attività degli agenti. Con il primo motivo il ricorrente ha censurato l'affermazione di responsabilità, in particolare sotto il profilo dell'elemento soggettivo; con il secondo motivo ha contestato il trattamento sanzionatorio, lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato perché meramente riproduttivo di doglianze già esaminate e disattese in appello, e comunque non confrontato con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva adeguatamente spiegato la sussistenza dei presupposti del reato in ragione dell'atteggiamento aggressivo e dell'opposizione all'accompagnamento. Anche il secondo motivo è stato giudicato privo di specificità, poiché non si misurava con le ragioni della Corte d'appello che aveva escluso elementi positivi per concedere le attenuanti generiche, tenendo conto dei plurimi precedenti penali dell'imputato. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Norma incriminatrice del reato di resistenza a pubblico ufficiale; la Corte la richiama per ribadire che la responsabilità è affermata in presenza di un atteggiamento aggressivo e di condotte volte a ostacolare l'attività degli agenti.

  • art. 62-bis c.p.

    Rilevato implicitamente in tema di attenuanti generiche: la loro concessione è rimessa alla valutazione di merito e può essere negata in assenza di elementi positivi, anche in presenza di precedenti penali dell'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna del ricorrente, in caso di inammissibilità, al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili le censure che si limitano a riprodurre doglianze già dedotte in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • In tema di resistenza a pubblico ufficiale, la responsabilità può essere affermata quando il giudice di merito accerti una condotta aggressiva e un concreto tentativo di ostacolare l'operato degli agenti, essendo sufficiente che la motivazione spieghi logicamente la sussistenza dei presupposti della fattispecie.
  • La deduzione sull'elemento soggettivo non è ammissibile se non si misura con gli apprezzamenti di merito già compiutamente scrutinati dal giudice di appello.
  • La mancata concessione delle attenuanti generiche è censurabile in cassazione solo se la motivazione del giudice di merito è manifestamente illogica o priva di specificità; non basta opporre una diversa lettura dei fatti o invocare genericamente elementi favorevoli.
  • I plurimi precedenti penali possono essere valorizzati dal giudice di merito per escludere la concessione delle attenuanti generiche.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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