Cassazione Penale, Ordinanza n. 16142/2025 del 29/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso è proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello. Dal testo non emergono i fatti di causa né il reato contestato; risulta solo che il ricorso ripropone censure in punto di fatto già correttamente risolte dai giudici di merito, formula ricostruzioni alternative della vicenda e contiene doglianze generiche, incluse quelle sulla richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, ritenute inidonee a scalfire la motivazione della decisione impugnata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato: le doglianze erano incentrate su questioni di fatto già valutate dai giudici di merito, proponevano una diversa lettura degli elementi acquisiti e si presentavano in modo generico, anche quanto alla richiesta di rinnovazione dell'istruttoria, senza evidenziare vizi motivazionali scrutinabili in sede di legittimità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- In sede di legittimità non è consentito devolvere alla Corte di cassazione una nuova valutazione del fatto o delle prove, quando la censura si risolva nella mera proposta di ricostruzioni alternative già vagliate dai giudici di merito.
- Il ricorso è inammissibile se le doglianze sono generiche e non individuano specifici vizi logici o giuridici della motivazione, ma si limitano a contestazioni assertive o ripetitive.
- La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria, se non accompagnata da un'effettiva dimostrazione della decisività degli elementi da acquisire o del vizio della motivazione, non è idonea a fondare un motivo di ricorso ammissibile in cassazione.
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