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Sentenza

Sentenza n. 2335/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento - in via principale: della D.G.R. Lombardia n. XII/2966 in data 5 agosto 2024 (cfr. doc. 4), recante “Ulteriori determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione del SSR per l’anno 2024”, nelle parti in cui, al punto 12 “NEGOZIAZIONE SANITARIA” dell’Allegato 2 “Polo Ospedaliero”, 12.3 “PRECISAZIONI PER EEPA”, dispone che “Si conferma che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi quota variabile, compreso l’obiettivo declinato con la D.G.R. N. XII/2224/2024, si applicherà riducendo il valore del budget assegnato con contratto annuale”; - in via incidentale, per quant’occorrer possa: della D.G.R. Lombardia n. XII/1827 in data 31 gennaio 2024 (doc. 1) e della D.G.R. Lombardia n. XII/2228 in data 22 aprile 2024 (doc. 2), ove intese nel senso di prescrivere implicitamente che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile si applicherà riducendo il valore del budget assegnato con i contratti.

Giustizia amministrativa202402946

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: D.G.R. Lombardia n. XII/2966 del 5 agosto 2024, nonché incidentalmente le D.G.R. n. XII/1827 del 31 gennaio 2024 e n. XII/2228 del 22 aprile 2024, nella parte relativa alla riduzione del budget per il mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, gestore di strutture sanitarie accreditate che erogano prestazioni sulla base di contratti stipulati con le Agenzie di tutela della salute, aveva chiesto l'annullamento delle deliberazioni regionali contenenti criteri di programmazione sanitaria e di assegnazione delle risorse agli erogatori. In particolare, contestava la previsione secondo cui il mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile avrebbe comportato la riduzione del valore del budget assegnato con il contratto annuale. Il testo della sentenza non espone gli specifici motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa a verbale dal difensore della ricorrente nella camera di consiglio del 12 maggio 2026, con cui è stato rappresentato il venir meno dell'interesse alla decisione nel merito. Il Collegio non ha quindi esaminato la legittimità delle deliberazioni regionali né i motivi di ricorso. Le spese sono state compensate, in considerazione della definizione in rito e del limitato svolgimento dell'attività difensiva della Regione.

Norme richiamate

  • art. 72-bis, comma 1, c.p.a.

    ai soli fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione

    La disposizione è richiamata quale base per la fissazione della causa e la verifica della permanenza dell'interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara che è venuto meno l'interesse alla decisione nel merito, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame dei motivi di ricorso e della legittimità sostanziale degli atti impugnati.
  • La definizione in rito e il limitato svolgimento dell'attività difensiva della parte resistente possono giustificare la compensazione delle spese di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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