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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42627/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del tribunale che ha rigettato il riesame del decreto di sequestro probatorio, deducendo: carenza o apparente motivazione in relazione al "fumus" del reato e alla pertinenzialità tra i documenti sequestrati e il reato; indeterminatezza dell'addebito (mancata indicazione dei cantieri, dei lavoratori, dei contratti e delle società coinvolte) e conseguente natura meramente esplorativa del sequestro; omessa o apparente motivazione circa le esigenze probatorie specifiche rispetto alle posizioni dei due indagati e sulle finalità della ablazione documentale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto che molte delle censure risultassero nuove in sede di cassazione o, comunque, prive di pregio. Il tribunale aveva correttamente valutato il fumus commissi delicti in relazione agli elementi investigativi disponibili, e aveva motivato la pertinenzialità e l'immediatezza tra i documenti sequestrati e l'ipotesi di illecita somministrazione di manodopera. La Corte ha ribadito che il sequestro probatorio è finalizzato alla ricerca della prova e non richiede la prova ex ante dell'elemento soggettivo; ha giudicato adeguata (non apparente) la motivazione sulle esigenze probatorie e sulla natura non esclusivamente esplorativa del sequestro. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base per il riesame del decreto di sequestro probatorio: il tribunale è competente a valutare la legittimità e le ragioni del sequestro secondo i parametri del riesame

  • art. 125 comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamato dai ricorrenti per censurare la motivazione; la Corte rileva che le censure in punto fumus risultano in parte nuove e comunque il rispetto del requisito motivazionale è stato ritenuto soddisfacente dal giudice del riesame

  • art. 353 cod. proc. pen.

    Invocato dai ricorrenti in relazione alla motivazione del provvedimento di riesame; la Corte ha ritenuto non fondate le accuse di motivazione apparente o omessa rispetto alle esigenze probatorie

  • art. 38-bis Dlgs. 81/2005

    Norma sostanziale collegata all'ipotesi di reato (illecita somministrazione di manodopera / violazioni in materia di sicurezza e lavoro) che giustifica l'emissione del decreto di sequestro per acquisire documenti utili alla ricostruzione della condotta e della sua entità

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio può essere disposto per acquisire elementi utili alla prova anche quando l'elemento soggettivo non sia ancora dimostrato: non è richiesto che la colpevolezza sia provata in questa fase, ma che esista un fumus commissi delicti fondato su elementi congrui
  • La valutazione del fumus nel riesame è verificata sulla congruità e idoneità degli elementi indicati nell'atto a rendere utile l'espletamento di ulteriori indagini, non con la logica di un giudizio di merito
  • La pertinenzialità dei documenti sequestrati si apprezza in relazione alla finalità probatoria dichiarata (es. ricostruzione della somministrazione, calcolo delle giornate/entità), e non richiede una perfetta coincidenza temporale tra tutti i documenti e le date indicate nel capo di imputazione
  • Le censure nuove sollevate per la prima volta in cassazione possono essere dichiarate inammissibili o non esaminate se non emergono dagli atti di impugnazione originari; è importante articolare compiutamente le critiche già in sede di riesame o appello
  • La qualificazione del sequestro come "esplorativo" può essere respinta se il decreto e l'ordinanza motivano adeguatamente le esigenze probatorie e la connessione materiale tra atti/documenti e il reato ipotizzato

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