Cassazione Penale, Sentenza n. 39150/2024 del 25/10/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per tardività l'istanza di rescissione del giudicato relativa alla sentenza del Tribunale di Civitavecchia del 24/01/2018 (irrevocabile il 03/12/2018). Il ricorrente denunciava la violazione dell'art. 625-ter cod. proc. pen. e il vizio di motivazione: la Corte territoriale avrebbe ritenuto non provata la conoscenza della sentenza valorizzando, contro l'attestazione della cancelleria (e-mail inviata al difensore il 12/09/2023), il fatto che il richiedente avesse ottenuto un certificato di residenza storico in data 13/06/2023, presumendo senza criteri la conoscenza pregressa del provvedimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio alla Corte di appello di Roma per un nuovo giudizio. Ha rilevato che la motivazione della Corte territoriale era manifestamente illogica e arbitraria nella parte in cui svalutava la prova della ricezione della copia della sentenza (e-mail della cancelleria del 12/09/2023) e attribuiva rilievo probatorio al certificato di residenza storico del 13/06/2023. La Cassazione ha osservato che la decisione imponeva al ricorrente un onere della prova impossibile (dimostrare l'inesistenza di precedenti occasioni di conoscenza) e che la richiesta del certificato poteva rispondere a molteplici esigenze e non prova la conoscenza della sentenza.
Norme richiamate
La Corte ha applicato il principio secondo cui non può farsi luogo a un'arbitraria presunzione di conoscenza della sentenza: non è ammissibile imporre al richiedente l'onere di provare negativamente l'inesistenza di precedenti conoscenze; il giudice deve valutare razionalmente le prove (ad es. l'e-mail della cancelleria) e non svalutarle senza motivazione.
Massime di principio
- La prova della conoscenza di una sentenza può essere data con elementi documentali diretti (es. comunicazioni della cancelleria o e-mail) e tali elementi devono essere valutati concretamente dal giudice.
- Un certificato di residenza storico, di per sé, non prova la conoscenza di una sentenza: può avere molteplici finalità e non costituisce elemento decisivo a favore dell'ipotesi di conoscenza pregressa.
- Il giudice non può imporre al richiedente un onere probatorio irragionevole o impossibile (dimostrazione di un fatto negativo come l'assenza di qualsiasi precedente occasione di conoscenza).
- Se la motivazione del provvedimento impugnato è manifestamente illogica o arbitraria nella valutazione delle prove, la Cassazione annulla e rinvia per nuovo esame.
- Nelle istanze di rescissione del giudicato per mancata conoscenza occorre una valutazione non formale ma sostanziale delle prove sulla "conoscenza effettiva" da parte dell'imputato o del suo difensore, tenendo conto degli elementi concreti prodotti e della loro attendibilità.
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