Cassazione Penale, Sentenza n. 36450/2023 del 31/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava violazione di legge per avere il Tribunale di Trapani annullato il decreto di sequestro probatorio del cellulare dell'indagato ritenendo che il decreto non avesse indicato se sul telefono dovessero essere compiuti accertamenti tecnici né se tali accertamenti fossero finalizzati a rinvenire fotografie o messaggi attinenti al reato. Il P.M. sosteneva invece che il decreto, seppur conciso, chiariva la finalità: sottoporre i dispositivi a consulenza tecnica per verificare messaggi inviati/ricevuti e l'eventuale presenza di foto o video attinenti all'azione criminosa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo fondato il motivo per due ragioni collegate: (1) l'apparato argomentativo dell'ordinanza impugnata mostrava contraddizione con quanto indicato nel decreto di sequestro, rendendone la motivazione priva dei requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza; (2) il decreto del P.M., benché conciso, conteneva le ragioni giustificatrici e la finalità perseguita (sottoporre il cellulare a consulenza tecnica per verificare messaggi e foto/video). Per questi motivi la Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Trapani e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al medesimo Tribunale.
Norme richiamate
artt. 61, n. 5, 582 e 585 c.p.
citati come i reati per cui procedeva il P.M. (indicazione nel provvedimento di indagine)
Articoli richiamati come fattispecie contestate; non sono oggetto di interpretazione giuridica specifica nella sentenza, ma indicano il contesto del procedimento
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176
utilizzato per la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale
Norma procedurale che disciplina le modalita' di trasmissione di atti e conclusioni nel procedimento, richiamata per motivare la ricezione delle conclusioni scritte del P.G.
Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018, Botticelli
richiamata nella motivazione
Principio secondo cui il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione che, pur se concisa, dia conto specificatamente della finalità perseguita per l'accertamento dei fatti
Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017, Napoli
richiamata nella motivazione
Conferma che il ricorso per cassazione in materia di sequestro e' ammesso per violazione di legge, includendo vizi della motivazione così rilevanti da rendere l'apparato argomentativo mancante o inidoneo
Sez. 3, n. 4919 del 14/07/2016, Faiella
richiamata nella motivazione
Ulteriore giurisprudenza sul limite di ammissibilita' del ricorso per cassazione per errori di motivazione o di procedura nel caso di sequestri
Massime di principio
- Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione, anche concisa, che specifichi la finalità dell'accertamento (es. ricerca di messaggi, foto, video) e l'utilità del reperto per le indagini; l'assenza di questa indicazione può rendere il provvedimento annullabile.
- Il giudice che esamina un decreto di sequestro deve esprimere una motivazione coerente e non contraddittoria rispetto al contenuto del decreto medesimo; contraddizioni rilevanti nella motivazione del giudice di riesame possono determinare l'annullamento in sede di Cassazione.
- La Cassazione può annullare ordinanze di riesame per vizi della motivazione considerati così radicali da rendere l'apparato argomentativo privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
- Per il P.M.: quando si dispone il sequestro di dispositivi elettronici e' consigliabile indicare esplicitamente la previsione di accertamenti tecnici (CT) e l'oggetto di ricerca (messaggi, foto, video) per evitare censure sulla insufficienza motivazionale.
- Per la difesa: nel contrastare un sequestro probatorio, va valutato se il decreto e la motivazione del giudice di riesame descrivono concretamente la finalità e le modalita' degli accertamenti; l'assenza o la contraddittorietà di tali indicazioni costituisce un terreno solido di impugnazione.
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