Cassazione Penale, Sentenza n. 32949/2024 del 22/08/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Letta Valeria era stata assolta in primo grado per il reato di lesioni colpose (investimento di Auriti Elisabetta) perché il Tribunale aveva ritenuto inattendibile la testimonianza della persona offesa e inesauriente il riscontro delle sommarie informazioni testimoniali (SIT). La Corte d'appello ha riformato l'assoluzione, ritenendo invece attendibili le dichiarazioni della persona offesa (riscontrate dalle SIT di Medaglia Silvana) e condannando l'imputata per non aver adeguato la velocità e mantenuto il controllo del veicolo; ha inoltre liquidato una provvisionale di euro 5.000 alla parte civile. Con ricorso per cassazione la difesa censurava la sentenza di appello per violazione di legge, in particolare dell'art. 603, comma 3-bis, c.p.p., sostenendo che la Corte d'appello aveva riformato l'assoluzione basandosi su una diversa valutazione di prove dichiarative decisive senza procedere alla rinnovazione dell'istruttoria (cioè senza sentire di persona i testimoni/ la persona offesa), in violazione dei principi convenzionali e della giurisprudenza delle Sezioni Unite; si lamentava inoltre carenza di motivazione rafforzata nei casi di reformatio in peius.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso ritenendolo fondato. Ha rilevato che la Corte d'appello ha riformato l'assoluzione basandosi su una diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive senza procedere alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale (esame diretto dei testimoni e della persona offesa), in contrasto con la giurisprudenza della Corte EDU e delle Sezioni Unite (principio ora codificato nel comma 3-bis dell'art. 603 c.p.p.). Per questo motivo la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato per un nuovo giudizio, con disposizione di riassunzione davanti al giudice competente; la Corte di Cassazione non ha deciso nel merito sulla responsabilità penale dell'imputata.
Norme richiamate
Imposta la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello quando il giudice intenda riformare in peius una sentenza di proscioglimento basandosi su una diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive; l'obbligo scatta anche d'ufficio se il giudice ritiene decisive tali prove.
"al di là di ogni ragionevole dubbio"
Richiama il parametro di giudizio dell'accertamento penale; la riforma in peius che si fonda su diversa valutazione di prove dichiarative decisive deve rispettare questo standard e non può avvenire senza la rinnovazione dell'istruttoria quando necessaria.
Regola l'acquisizione di sommarie informazioni testimoniali delle persone informate sui fatti (SIT); la Corte ha rilevato che le SIT possono essere prese in considerazione ma, se decisive, non sostituiscono l'obbligo di esame diretto in appello quando la loro diversa valutazione determina la riforma dell'assoluzione.
art. 6 CEDU (diritto a un giusto processo), par. 1 e par. 3 lett. d
Secondo la giurisprudenza della Corte EDU, il giudice che decide la colpevolezza deve, in linea di principio, ascoltare personalmente i testimoni la cui deposizione costituisce prova principale, per valutarne la credibilità; la mancata audizione in appello può compromettere l'equità del processo.
Giurisprudenza citata (Sezioni Unite, Dasgupta, n. 27620 del 28/04/2016, e successive decisioni)
Le Sezioni Unite hanno stabilito che il giudice d'appello che, in riforma di un proscioglimento, intenda basarsi su diversa valutazione della prova dichiarativa decisiva deve disporre la rinnovazione dell'istruttoria (esame dei soggetti che hanno reso le dichiarazioni), obbligo che permane anche dopo l'introduzione del comma 3-bis dell'art. 603 c.p.p.
Massime di principio
- Se l'appello (anche della parte civile) mira a riformare in peius una sentenza di proscioglimento basandosi su diversa valutazione di testimonianze o della persona offesa ritenute decisive, il giudice d'appello è tenuto a rinnovare l'istruttoria dibattimentale e ad esaminare i testi di persona (anche d'ufficio).
- La semplice lettura o il mero riscontro formale di verbali o sommarie informazioni testimoniali non sostituisce l'audizione diretta dei testimoni quando la decisione in appello poggia su una rivalutazione di tali dichiarazioni.
- Il principio deriva anche dall'art. 6 CEDU: la mancata audizione in appello di testimoni decisivi può configurare violazione del diritto a un giusto processo e comportare l'annullamento della sentenza di appello.
- Prima di riformare un'assoluzione l'appellante e il giudice devono individuare e motivare chiaramente perché le prove dichiarative siano considerate decisive e ammissibili ai fini della rinnovazione, e il giudice di appello deve motivare eventuale mancata riassunzione solo in casi giustificati.
- Le SIT (sommarie informazioni) possono integrare il quadro probatorio ma, se sono generiche o non descrivono adeguatamente la dinamica, la loro rilevanza non può supplire all'assenza di audizione diretta in appello.
- In caso di annullamento per violazione delle regole sulla rinnovazione probatoria, il giudice di rinvio (o il giudice civile competente per la parte civile, se configurato il rinvio agli effetti civili) dovrà procedere alla riassunzione delle prove e a nuovo giudizio nel rispetto della garanzia del contraddittorio.
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