Sentenza n. 2009/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'annullamento -previa tutela cautelare - del diniego del visto per reingresso del Consolato Generale d''Italia a Lagos n. 24108786 del 24/1/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto per reingresso adottato dal Consolato Generale d'Italia a Lagos
Esito
Favorevole al resistente (ministeri)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare, il diniego del visto per reingresso adottato dal Consolato Generale d'Italia a Lagos. Prima della camera di consiglio, ha depositato una dichiarazione con cui ha rappresentato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il ricorrente possa disporre dell'azione fino a quando la causa non sia trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia di merito. In assenza di repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice deve prendere atto della dichiarazione e non può decidere nel merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese sono state compensate, trattandosi di pronuncia in rito.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza dell'interesse a ricorrere determina una pronuncia di improcedibilità, avente natura meramente processuale.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento della disposizione di oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, il ricorrente può disporre dell'azione e dichiarare di non avere più interesse alla decisione di merito fino a quando la causa non sia trattenuta in decisione.
- Quando il ricorrente dichiara tempestivamente di non avere più interesse alla decisione e non vi siano repliche o richieste contrarie delle altre parti, il giudice deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare il merito d'ufficio.
- La pronuncia di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse ha natura meramente processuale e non produce effetti conformativi o decisori al di fuori del giudizio.
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