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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1081/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato su due motivi: 1) violazione dell'art. 420-bis c.p.p. per essere stato giudicato in sua assenza senza che egli avesse avuto conoscenza del processo; aveva nominato un difensore di fiducia e dichiarato domicilio presso una struttura della Caritas ma non ricevette avvisi, il difensore non partecipò alle udienze e disconobbe di essere ancora difensore; 2) vizi della motivazione sulla misura della pena, contestando la valutazione di aggravanti (presunta finalità di mettere a frutto il furto vendendo la bicicletta a turisti) e l'affermazione sulla mancata documentazione del percorso al SERT.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha applicato i principi di legge e delle Sezioni Unite secondo cui la nomina formale di un difensore non è di per sé sufficiente a dimostrare la conoscenza del processo, occorrendo un rapporto effettivo (accettazione e contatti idonei). Nel caso di specie non risultò provato che l'imputato avesse effettiva conoscenza della vocatio in ius; perciò, in applicazione dell'art. 623, comma 1, lett. b) e ricorrendo l'ipotesi dell'art. 604, comma 5-bis c.p.p., la sentenza impugnata e quella di primo grado sono state annullate e gli atti sono stati rimessi al Tribunale di Milano. Il secondo motivo è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    "abbia ricevuto personalmente la notificazione dell'avviso dell'udienza" ovvero risulti "con certezza" che sappia del procedimento o si sia "volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o di atti del medesimo"

    La norma esige la specifica conoscenza della fissazione dell'udienza da parte dell'imputato per procedere in sua assenza; le situazioni tipizzate (dichiarazione/elezione di domicilio, nomina difensore, misure cautelari) possono dar luogo a una presunzione relativa di conoscenza solo se vi è effettività (rapporto reale con il domiciliatario/difensore), con possibilità per l'assente di fornire prova contraria.

  • legge n. 67/2014

    Ha introdotto l'art. 420-bis dando rilievo alla esigenza di tutela del diritto di difesa e limitando le ipotesi di processo in contumacia; impone la specifica conoscenza del processo per procedere in assenza.

  • Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail)

    Chiarisce che gli indici di cui all'art. 420-bis non vanno interpretati come presunzioni automatiche: la nomina del difensore di fiducia rileva solo se effettiva (accettazione e rapporto informativo) e non può sostituire la prova concreta della conoscenza del processo.

  • Sez. U., n. 28912 del 28/02/2019 (Innaro)

    Conferma che la presunzione di 'volontaria sottrazione' è relativa e che l'inottemperanza agli oneri informativi può essere superata da prova contraria; ribadisce i limiti interpretativi dell'art. 420-bis.

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente la nomina d'ufficio di un difensore quando quello di fiducia non è presente; nel caso concreto la presenza ripetuta di difensori d'ufficio e l'assenza del difensore nominato indicano l'assenza di un rapporto effettivo col difensore di fiducia.

  • art. 623, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione di annullare la sentenza per violazioni di norme procedurali fondamentali (come la mancata conoscenza del processo da parte dell'imputato) e disporre il rinvio.

  • art. 604, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    Prevede, nelle ipotesi previste, la trasmissione degli atti al giudice di merito per un nuovo processo o ulteriori determinazioni quando la Cassazione annulla per vizi procedurali rilevanti.

Massime di principio

  • La nomina formale di un difensore di fiducia non basta a dimostrare che l'imputato abbia conosciuto l'avvio del processo: è necessaria l'effettività del rapporto (accettazione, contatti concreti, recapiti utili).
  • La domiciliazione presso strutture collettive (es. Caritas) senza recapiti e senza contatti rende difficoltosa la prova della conoscenza e non sostituisce la notificazione personale.
  • La corte può annullare una condanna ottenuta in contumacia se non è provata la specifica conoscenza della fissazione dell'udienza ai sensi dell'art. 420-bis; in tal caso gli atti vengono rimessi al giudice di merito.
  • La presunzione di "volontaria sottrazione" è relativa e non automatica: la parte assente può fornire prova contraria e il giudice deve valutare l'effettività delle situazioni tipizzate.
  • Per evitare rischi processuali, l'imputato e il difensore dovrebbero mantenere contatti documentati e recapiti aggiornati; il difensore nominato dovrebbe formalmente accettare e rendere tracciabili le comunicazioni con il cliente.

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