Cassazione Penale, Sentenza n. 37700/2023 del 14/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per detenzione e trasporto di cocaina. I motivi erano: (1) vizio di motivazione sui gravi indizi di colpevolezza, contestando di essere il corriere e allegando elementi di alibi (busta paga che attestava una trasferta, diretta Facebook il 4/6/2021 sulla strada Gela-Catania, presenza a Licata alle ore 17:47); (2) insufficienza delle esigenze cautelari e mancata considerazione dell'estraneità del ricorrente a contesti delinquenziali, errore nella valutazione dei precedenti e inidoneità a motivare il rifiuto degli arresti domiciliari. Un secondo ricorso rilanciava in sostanza la medesima censura sulla gravità indiziaria.
La decisione
Il giudice ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale del riesame che, pur avendo escluso un'aggravante (art. 80, co.2 D.P.R. 309/1990), aveva confermato la custodia cautelare per il trasporto di un rilevante quantitativo di cocaina. La Corte ha valorizzato il riconoscimento operato dalla polizia giudiziaria presso l'abitazione di Cavalieri e la coincidenza temporale con la conversazione intercettata in cui uno degli interlocutori si qualificava "Nunzio", ritenendo che gli allegati elementi di alibi prodotti dalla difesa non contrastassero adeguatamente le risultanze operative. Le censure sulle esigenze cautelari sono state giudicate manifestamente infondate: il coinvolgimento nel trasporto di consistente quantitativo e la disponibilità a compiere altri trasporti giustificano la misura carceraria e l'esclusione degli arresti domiciliari. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 80, comma 2
art. 80, comma 2, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Il Tribunale del riesame aveva escluso l'applicazione dell'aggravante di cui a tale norma; la Corte non ha ritenuto necessario annullare tale valutazione e ha confermato la restante misura cautelare.
Disposizioni sull'ufficio di cancelleria, art. 94, comma I-ter, disp. a
art. 94, comma I-ter, disp. a
Predisposizioni amministrative per gli adempimenti della cancelleria in conseguenza della decisione; la Corte dispone l'inoltro agli uffici competenti per gli atti consequenziali.
Massime di principio
- Il riconoscimento visivo operato dalla polizia giudiziaria sul posto ha elevato peso probatorio nelle valutazioni cautelari: per contestarlo è necessario fornire elementi concreti che lo smentiscano (es. riprese video, numero di targa, attestazioni datate e verificabili).
- La coincidenza temporale fra l'arrivo di una persona e una conversazione intercettata in cui qualcuno si identifica con lo stesso nome può costituire elemento indiziario significativo se inserita in un quadro investigativo coerente.
- Elementi di alibi generici (es. busta paga, post sui social) devono essere documentati in modo preciso e confrontati direttamente con le risultanze operative; in assenza di ciò, non bastano a ribaltare la valutazione dei gravi indizi.
- La valutazione delle esigenze cautelari richiede la considerazione della quantità di stupefacente e della propensione a delinquere: coinvolgimento in trasporti di ingente entità e dichiarata disponibilità a ulteriori trasporti giustificano misure più restrittive come la custodia in carcere.
- La Corte di legittimità è limitata nella rivalutazione di merito: non sostituisce la propria valutazione a quella del giudice di merito salvo manifesta illogicità o contraddizione; i rilievi difensivi che mirano soltanto a una diversa interpretazione dei fatti sono spesso inammissibili.
- Per ottenere gli arresti domiciliari in alternativa al carcere è necessario dimostrare concreti e comprovati elementi che ne garantiscano l'idoneità a prevenire il pericolo di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove.
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