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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43985/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dal difensore dell'imputato con unico motivo: contestazione della configurabilità del reato contestato al capo B) (resistenza/oltraggio a pubblico ufficiale). Si sosteneva che la condotta del Mulè si sarebbe limitata a pronunciare parole offensive e minacciose dopo che il verbale di sequestro del veicolo era già stato perfezionato (assenza di correlazione temporale tra momento della guida senza patente e redazione del verbale), e che la reazione si sarebbe verificata al momento della consegna dei verbali in caserma (ossia dopo il compimento dell'atto d'ufficio), configurando così una possibile reazione legittima ad un atto arbitrario dei pubblici ufficiali o, comunque, l'assenza del richiesto nesso temporale/causale tra l'azione dei militari e le frasi minacciose.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e per motivi non consentiti nel giudizio di legittimità (il ricorso mirava a una rivalutazione di merito delle risultanze processuali). La Suprema Corte ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente valutato le prove: i militari non poterono contestare immediatamente la guida senza patente perché l'imputato si era dato alla fuga; quando rintracciato, Mulè tentò di aggredire una terza persona, minacciandola alla presenza della convivente e del cugino, proferendo poi frasi minacciose anche rivolte ai militari, sia sul posto sia in caserma, rendendo necessario l'intervento di altre pattuglie. La Corte ha inoltre condiviso l'esclusione dell'esimente della reazione legittima, perché l'azione dei militari era giustificata dalla precedente condotta colposa dell'imputato e questi era consapevole di averne causato l'evoluzione; in definitiva la sentenza impugnata è stata confermata (compresa la statuizione della Corte d'appello che aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione del capo C) e ridotto in parte la pena), il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende della somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 707 cod. pen.

    menzionato nel testo come riferimento al possesso ingiustificato di strumenti rilevanti

    la Corte d'appello ha ritenuto il reato relativo al capo C) estinto per prescrizione, per cui non è stato proceduto nei confronti dell'imputato

  • art. 59, quarto comma, cod. pen.

    richiamato nel testo rispetto all'errore sul fatto che potrebbe giustificare una reazione

    la Corte ha escluso che l'imputato versasse in un ragionevole convincimento di errore sul fatto tale da giustificare la reazione: la sua condotta antecedente aveva determinato legittimamente l'azione dei militari, escludendo l'ipotesi di atto arbitrario e quindi l'esimente

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non è luogo per la rivalutazione ex novo delle prove: i motivi che si limitano a proporre una diversa lettura dei fatti già valutati dalle corti di merito sono inammissibili.
  • Per far valere una reazione legittima ad un presunto atto arbitrario del pubblico ufficiale è necessario dimostrare chiaramente l'immediatezza e la ragionevolezza della percezione dell'arbitrarietà; se la condotta dell'agente ha causato o giustificato l'intervento del pubblico ufficiale, l'esimente difficilmente regge.
  • Minacce o frasi offensive rese sia sul luogo del fermo sia successivamente in caserma, specialmente se accompagnate da tentativi di aggressione e da intervento di altre pattuglie, rafforzano la configurabilità del reato di resistenza/oltraggio a pubblico ufficiale.
  • L'accertamento della responsabilità penale in ordine a condotte connesse a contestazioni stradali (es. guida senza patente, fuga, sequestro del veicolo) richiede attenzione al nesso causale e temporale: provocare la situazione (es. sottrarsi al controllo) può escludere il vantaggio difensivo di lamentare un atto arbitrario successivo.
  • Quando un reato è stato dichiarato estinto per prescrizione in sede d'appello, la Cassazione confermerà tale statuizione salvo vizio di diritto, ma non può essere usata per riaprire la valutazione fattuale che ha portato a quella conclusione.

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