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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12471/2022 del 04/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che ha rideterminato la pena per rapina aggravata e lesioni aggravate, deducendo un unico motivo di nullità per violazione degli artt. 102, 122, 589 e 599-bis c.p.p.: si lamenta il difetto di procura speciale del sostituto del difensore (per delega orale) presente in udienza, sostenendo che tale sostituto non avrebbe potuto concordare la pena nel procedimento di concordato in appello.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifestata infondatezza. Ha ritenuto legittimo l'accordo raggiunto in udienza dal sostituto del difensore perché tale accordo era identico a quello previamente formulato dal difensore che aveva rilasciato procura speciale per la presentazione dell'istanza di concordato con facoltà di determinare l'entità della pena; il sostituto ha agito come mero "nuncius" della volontà del procuratore speciale. Il Procuratore della Repubblica presso la Corte aveva espresso parere favorevole all'accordo, confermato in udienza. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 102 cod. proc. pen.

    Nessuna interpretazione specifica ricavabile dal testo oltre il rigetto del motivo che invocava la norma; la Corte non ha ritenuto sussistente il vizio lamentato con riferimento a tale articolo.

  • art. 122 cod. proc. pen.

    Non emerge un'interpretazione autonoma della norma dal provvedimento; la censura riferita a questo articolo è stata considerata manifestamente infondata.

  • art. 589 cod. proc. pen.

    L'articolo è stato richiamato nella doglianza ma non è stata fornita dalla Corte un'interpretazione specifica se non il rigetto complessivo del motivo.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    La Corte richiama il regime del concordato in appello ex art. 599-bis e conferma che, se l'imputato ha rilasciato procura speciale al difensore perché presenti l'istanza di concordato e determini la pena, il sostituto che concretamente perfeziona l'accordo in udienza può legittimamente operare come "nuncius" rispettando i termini indicati dal procuratore speciale.

  • Precedente giurisprudenziale: Sez. 5, n. 34988 del 06/10/2020 (Rv. 279983)

    Richiamato come principio conforme, secondo cui il sostituto del difensore può perfezionare un accordo per la pena se agisce unicamente come delegato della volontà espressa dal procuratore speciale che aveva ricevuto procura, senza introdurre varianti.

Massime di principio

  • Se il difensore ha rilasciato procura speciale con facoltà di presentare e determinare i termini del concordato, l'effettiva conclusione dell'accordo in udienza da parte di un sostituto coerente con quei termini è valida: il sostituto può essere considerato mero "nuncius" della volontà del procuratore speciale.
  • Per contestare con successo la validità di un accordo in appello per mancanza di procura è necessario dimostrare che il sostituto ha modificato i termini concordati o ha agito autonomamente rispetto alla procura speciale, non basta l'assenza formale della procura orale se l'azione in udienza rispecchia la volontà previamente manifestata dal procuratore speciale.
  • Per evitare rischi di impugnazione, è consigliabile documentare con chiarezza la procura speciale (meglio se in forma scritta) e trasmettere al P.G. l'istanza di concordato con i termini precisi che dovranno poi essere confermati in udienza.
  • Quando la Procura Generale ha già espresso parere favorevole sull'accordo, ciò rafforza la regolarità procedurale e rende più difficile il successo di doglianze successive in Cassazione sul profilo della procura del difensore sostituito.
  • La Corte di Cassazione tende a considerare manifestamente infondati i ricorsi che non tengono conto della giurisprudenza consolidata sul tema della procura speciale e del ruolo del sostituto come messaggero della volontà del procuratore speciale.

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