Cassazione Penale, Sentenza n. 17005/2024 del 23/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale distrattiva; deduceva (1) vizio di motivazione per aver basato la condanna su una sola intercettazione telefonica e sul bonifico di Euro 9.500, sostenendo di essere all'oscuro delle reali intenzioni dei consociati; (2) violazione di legge per mancata concessione dell'attenuante di cui all'art. 219, ultimo comma, legge fallimentare, per la tenuità del danno patrimoniale.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la motivazione delle sentenze di merito, lette congiuntamente con quella di primo grado, fornisce elementi probatori concordanti e articolati a sufficienza: intercettazione con accettazione della carica di amministratore 'formale', bonifico fatturato di Euro 9.500, una mail programmatica sul passaggio di ordini e numerose intercettazioni che dimostravano la partecipazione e la consapevolezza dell'imputato nell'operazione di depauperamento della Ocras Zambelli s.r.l. La Corte ha inoltre ritenuto corretta la valutazione negativa circa l'applicabilità dell'attenuante di cui all'art. 219 legge fall., perché il ruolo del Collorafi non era marginale e l'ammontare complessivo delle somme movimentate e le circostanze non giustificavano la tenuità del danno. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
comma 1, lett. e) e lett. b)
Usato come criterio di impugnazione: lett. e) per vizio di motivazione e lett. b) per presunta violazione di legge; la Corte ha ritenuto infondati i motivi posti a fondamento del ricorso.
La norma sull'attenuante per danno patrimoniale di particolare tenuità va valutata in relazione alla riduzione complessiva della massa attiva e tenendo conto delle dimensioni dell'impresa, del movimento d'affari e dell'ammontare dell'attivo e del passivo; qui la Corte ha ritenuto che tali requisiti non ricorressero.
Massime di principio
- La sentenza di Cassazione può valutare congiuntamente le motivazioni di primo e secondo grado quando la decisione d'appello si salda alla motivazione del primo giudice; in tali casi la valutazione probatoria va letta nel suo complesso.
- L'accettazione di una carica formale di amministratore e la ricezione di pagamenti fatturati, se inserite in un contesto probatorio (mail, intercettazioni, discussioni su quote e clienti), possono essere interpretate come consapevolezza e partecipazione a un piano di distrazione patrimoniale.
- Un singolo pagamento apparentemente legittimo (es. fattura per consulenza) può essere qualificato come illecito se risulta strumentale a un più ampio progetto di svuotamento della societa' debitrice.
- Per ottenere l'attenuante di cui all'art. 219 legge fall. non basta la modesta entità assoluta dell'importo; il giudice deve considerare l'impatto complessivo sulla massa attiva e le dimensioni dell'impresa: la 'tenuità' è una valutazione relativa e globale.
- Contestazioni generiche di non conoscenza degli scopi illeciti, senza un concreto e specifico contrasto agli elementi probatori (intercettazioni, documenti, flussi finanziari), difficilmente sovvertono la valutazione di merito.
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