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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17182/2026 del 13/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Con sentenza del 12 maggio 2025 la Corte di appello di Bari ha riformato la decisione di primo grado solo in punto di confisca, confermando per il resto la condanna di un imputato per detenzione di hashish ai fini di spaccio, ai sensi dell'art. 73, comma 4, d.P.R. n. 309/1990. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo: 1) vizio di motivazione sul giudizio di responsabilità, ritenendo che la condanna fosse fondata soltanto su impronte papillari rinvenute sulla pellicola esterna che avvolgeva gli 8 panetti di hashish, impronte riferite ai diti medio e anulare della stessa mano, senza attività di osservazione o captazione; 2) erroneo mancato riconoscimento della fattispecie di lieve entità ex art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, nonché delle attenuanti generiche; 3) eccessività della pena. La Corte di cassazione ha ritenuto tutti i motivi manifestamente infondati, valorizzando la congruità e non illogicità della motivazione di merito.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse solida e adeguata su tutti i profili dedotti: responsabilità desunta dalla sicura riferibilità delle impronte papillari al ricorrente e dalla mancanza di una spiegazione alternativa credibile; insussistenza della lieve entità in ragione del quantitativo di sostanza (3342 dosi singole ricavabili), delle modalità di custodia e della divisione in panetti; legittimo diniego delle attenuanti generiche per quantità, organizzazione della detenzione e collegamenti con ambienti criminali; congruità del trattamento sanzionatorio, anche alla luce del precedente penale dell'imputato. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità la motivazione di merito non è censurabile quando sia logicamente coerente e sorretta da dati oggettivi non contestati, quali il rinvenimento di impronte papillari riferibili all'imputato su un involucro contenente stupefacente.
  • La presenza di impronte papillari sull'involucro della droga può costituire un grave indizio di disponibilità della sostanza, soprattutto se l'imputato non offre una spiegazione alternativa plausibile della loro presenza.
  • La lieve entità del fatto in materia di stupefacenti va esclusa quando il quantitativo sia rilevante, il numero delle dosi ricavabili sia elevato, la sostanza sia confezionata in modo da agevolare lo smercio e le modalità di detenzione mostrino un'organizzazione incompatibile con una condotta sporadica o marginale.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo quando il giudice valorizzi elementi concreti quali la quantità di droga, le modalità organizzate della detenzione e i precedenti penali dell'imputato, purché la motivazione sia non illogica e adeguata.
  • In tema di dosimetria della pena, la Cassazione non interviene se il trattamento sanzionatorio sia stato motivato in relazione alla gravità concreta del fatto e si collochi entro parametri non manifestamente sproporzionati.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniPena e commisurazione
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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