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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16634/2022 del 29/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza sorto sul procedimento promosso da Pietro Berti, attualmente in stato di libertà per sospensione dell'ordine di esecuzione, il quale ha chiesto l'applicazione di misure alternative (affidamento in prova, detenzione domiciliare o semilibertà). Il Tribunale di Catania si era dichiarato incompetente ritenendo competente il Tribunale di sorveglianza di Bologna in ragione dell'elezione di domicilio del richiedente a Rimini; il Tribunale di Bologna ha invece dedotto che la competenza spettasse al Tribunale collegato all'ufficio del pubblico ministero preposto all'esecuzione, ai sensi dell'art. 656 c.p.p., ossia al Tribunale di Catania.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto negativo di competenza e ha risolto il conflitto a favore del Tribunale di sorveglianza di Catania, disponendo la trasmissione degli atti a quel Tribunale. La Corte ha applicato il principio secondo cui, nel caso di soggetto che fruisca della sospensione della pena, la competenza per l'applicazione delle misure alternative spetta al tribunale del luogo dove ha sede l'ufficio del pubblico ministero preposto all'esecuzione (regola speciale ai sensi dell'art. 656 c.p.p., rispetto al principio generale dell'art. 677 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 656 c.p.p.

    Regola speciale che attribuisce la competenza, in ipotesi di sospensione dell'esecuzione, al tribunale del luogo ove ha sede l'ufficio del pubblico ministero preposto all'esecuzione; applicata dalla Corte per ritenere competente il Tribunale di Catania.

  • art. 677 c.p.p.

    Regola generale sulla competenza per l'applicazione delle misure alternative; la Corte ha ritenuto che sia prevalente la disciplina speciale di cui all'art. 656 c.p.p. nel caso di sospensione dell'esecuzione.

  • art. 28 c.p.p.

    Norma che disciplina la situazione di conflitto di competenza tra giudici; la Corte ha ritenuto sussistente il conflitto ai sensi di questa disposizione.

  • art. 32, comma 2, c.p.p.

    Norma richiamata per le comunicazioni conseguenti alla decisione sul conflitto; la Corte ne ordina l'esecuzione a seguito della decisione.

  • art. 609-bis (riferimento alla condanna)

    Norma sostanziale penale che descrive il reato per il quale Pietro Berti era stato condannato; citata per ricostruire il procedimento penale di riferimento che ha originato la domanda di misure alternative.

Massime di principio

  • Se il richiedente fruisce della sospensione dell'esecuzione, la competenza per decidere sulle misure alternative spetta al tribunale del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero preposto all'esecuzione (regola speciale), non semplicemente al tribunale del luogo di dimora o di elezione di domicilio.
  • La regola speciale (art. 656 c.p.p.) prevale sulla regola generale (art. 677 c.p.p.) quando ricorre la fattispecie della sospensione dell'esecuzione.
  • L'elezione di domicilio del richiedente non trasferisce automaticamente la competenza se la sospensione dell'esecuzione è stata disposta o è gestita dall'ufficio del pubblico ministero di altro foro.
  • Quando due organi giudicanti si dichiarano contemporaneamente incompetenti nei confronti delle stesse persone si configura un conflitto negativo di competenza ai sensi dell'art. 28 c.p.p., che va risolto dalla Corte di Cassazione con rimessione degli atti al giudice competente.
  • Prima di proporre o trasferire istanze per misure alternative, verificare quale ufficio del pubblico ministero sia effettivamente preposto all'esecuzione della condanna (autorità che ha disposto o che mantiene la sospensione), perché quella verifica determina la competenza.
  • In presenza di precedenti giurisprudenziali, la regola applicata dalla Corte di Cassazione va considerata orientativa e vincolante per risolvere analoghi conflitti di competenza.

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