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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16574/2022 del 29/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La societa ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo per equivalente di 361.400,00 euro disposto a carico dei conti intestati alla societa Santa Croce Legnami s.r.l.s. e, in via subordinata, sui conti degli indagati De Roccis e Biancone. Il ricorso articolava tre motivi principali: (1) vizio di motivazione e illegittima integrazione argomentativa da parte del Tribunale per il riesame, con lamentele per lo sviluppo ex novo di ragionamenti non presenti nel provvedimento genetico e per la lesione del contraddittorio; (2) omissione di pronunzia circa la rilevanza e la legittimita del sequestro per equivalente nei confronti della ricorrente, sostenendo l'assenza di collegamento tra la societa e il profitto del reato di furto e che la societa potrebbe risultare anzi danneggiata; (3) errata quantificazione del profitto sequestrabile, contestando l'utilizzo del valore commerciale del legname (valore di mercato) anziche del valore intrinsico della res furtiva e chiedendo il computo dei costi di produzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di legittimazione: il provvedimento originario era stato emesso nei confronti della societa Santa Croce Legnami s.r.l.s. (con la "s."), soggetto giuridico diverso dalla societa che ha proposto il ricorso (Santa Croce legnami s.r.l., senza "s."). Di conseguenza la Corte non ha affrontato nel merito le censure sulla motivazione, sulla qualificazione del sequestro per equivalente e sulla quantificazione del profitto. Inoltre la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di 3.000 euro in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Disciplina del riesame cautelare: la norma regola il controllo giurisdizionale dei provvedimenti cautelari e i poteri del Tribunale per il riesame; nella sentenza emerge il riferimento al potere di integrazione motivazionale del giudice del riesame ma entro limiti che non possono creare nuovi capi di imputazione o ledere il contraddittorio

  • art. 309, comma 9, cod. proc. pen.

    Riguarda la motivazione dei provvedimenti del GIP; citato dalla difesa per contestare che la motivazione iniziale fosse insufficiente e per sostenere i limiti all'integrazione motivazionale del giudice del riesame

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma sulle misure cautelari personali e reali e sul procedimento: richiamata in relazione all'operativita del sequestro e alle modalita di pronuncia del giudice

  • art. 240 cod. pen.

    Riferimento al profitto del reato e alle modalita di confisca per equivalente; evocata nella censura sulla impossibilita di estendere automaticamente il sequestro a soggetti terzi senza prova del nesso con il profitto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna per lite temeraria o altre ipotesi di responsabilita processuale; la Corte lo richiama per valutare l'assenza di colpa nella proposizione del ricorso e per motivare la sanzione pecuniaria comunque irrogata

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata in tema di inammissibilita per carenza di legittimazione e sul criterio per escludere la responsabilita colposa nella proposizione dell'atto impugnatorio

Massime di principio

  • Prima di proporre impugnazioni contro provvedimenti cautelari verificare con cura la legittimazione attiva: l'impugnante deve essere il soggetto sul quale il provvedimento ha effetto concreto o che risulta formalmente destinatario dell'atto
  • Il Tribunale per il riesame ha poteri di integrazione della motivazione, ma non puo sostituirsi al giudice che ha emanato il provvedimento creando nuovi motivi o estendendo la portata ablativa a terzi senza che sia dato il dovuto contraddittorio
  • Il sequestro per equivalente verso una persona giuridica richiede un collegamento tra il profitto del reato e le disponibilita della societa ovvero l'esistenza di elementi che configurino la societa come schermo fittizio; in mancanza, la misura dovrebbe essere diretta verso i soggetti fisici responsabili
  • La quantificazione del profitto sequestrabile deve essere ancorata a criteri temporali e oggettivi: spesso la giurisprudenza richiede di considerare il valore alla data del fatto e di valutare l'eventuale computo dei costi di produzione, ma la concreta modalita di calcolo puo variare a seconda della fattispecie e della giurisprudenza richiamata
  • Se si contesta l'illegittimita di un sequestro a causa di un errore di destinatario, il rimedio più efficace è far valere immediatamente la mancata esecuzione o l'esecuzione illegittima davanti al giudice di primo grado competente piuttosto che proporre impugnazioni da soggetti formalmente non interessati

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