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Sentenza

Sentenza del 13/04/2023 n. 9949 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento TARSU per gli anni 2005-2007 relativo a un locale commerciale situato nel Centro Commerciale Tremestieri; la ricorrente sosteneva che i rifiuti prodotti nell'immobile erano rifiuti speciali sottratti alla privativa comunale e quindi non soggetti a TARSU, richiamando l'art. 10 del Regolamento comunale n. 19/C del 17.5.2002 (assimilazione/esclusione) e la disciplina esentativa del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, comma 3. Inoltre si dolceva della illegittima determinazione delle sanzioni per omessa denuncia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i principali motivi di merito: ha confermato che, alla lettura letterale dell'art. 10 del Regolamento comunale, l'esclusione dall'assimilazione riguarda specifiche 'strutture commerciali' composte da ipermercato e annesso centro commerciale integrato, situazione diversa da quella della ricorrente (più soggetti che gestiscono locali in un centro commerciale). Ha altresì ricordato che grava sul contribuente l'onere di provare la mancata attivazione del servizio comunale di raccolta rifiuti. Tuttavia la Corte ha accolto il motivo relativo all'omessa pronuncia della CTR sull'eccezione della ricorrente circa la illegittima determinazione delle sanzioni: ha cassato la sentenza limitatamente a questo profilo e ha rinviato la causa alla CTR di Messina in diversa composizione perché determini l'esatto importo dovuto a titolo di sanzioni (con eventuale applicazione del cumulo giuridico ai sensi del D.Lgs. 472/1997, art. 12) e liquidi le spese di giudizio.

Norme richiamate

  • Regolamento comunale n. 19/C del 17.5.2002, art. 10, lett. b)

    "rifiuti derivanti da strutture commerciali costituite da ipermercato e annesso centro commerciale integrato"

    La Corte interpreta letteralmente la disposizione: l'esclusione dall'assimilazione riguarda strutture nelle quali coesistono un ipermercato e un centro commerciale 'annesso' e 'integrato' (quindi una compresenza strutturale), non una pluralità di soggetti che svolgono attività commerciali in locali distinti all'interno di un centro commerciale.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, comma 3

    "Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi..."

    Prevede l'esclusione dalla superficie tassabile per parti di immobili ove si formano di regola rifiuti speciali; tuttavia l'onere di provare di avere diritto alla riduzione o esenzione grava sul contribuente.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49

    Attribuisce ai Comuni la gestione in regime di privativa dei rifiuti urbani e assimilati e introduce la tariffa (TIA) composta da quota fissa e variabile; disciplina la possibilità di riduzione per autonomo avviamento a recupero ma non l'esenzione automatica.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 238

    Norma sulla soppressione della TIA1 e sul regime transitorio; menzionata per storicizzare il quadro normativo applicabile alle annualità controverse.

  • D.Lgs. 472 del 1997, art. 12

    Norma sul cumulo giuridico delle sanzioni per violazioni ripetute su più annualità: la CTR dovrà valutare l'eventuale applicazione del cumulo giuridico nella determinazione delle sanzioni per omessa denuncia pluriennale.

  • D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158

    Contiene i criteri per la determinazione della tariffa (quota fissa e variabile) e gli indici per le utenze non domestiche, richiamato a fini interpretativi della disciplina tariffaria (TIA).

Massime di principio

  • L'esclusione dall'assimilazione dei rifiuti speciali a urbani prevista da un regolamento comunale va interpretata secondo il testo letterale: se la norma parla di 'ipermercato e annesso centro commerciale integrato' l'esclusione si applica alla specifica configurazione strutturale indicata e non automaticamente a ogni insieme di attività commerciali presenti in un centro commerciale.
  • Spetta al contribuente l'onere di provare l'esistenza delle condizioni che giustificano una riduzione o esenzione della tassa/ tariffa (es. mancata attivazione del servizio comunale o formazione di rifiuti speciali 'di regola' in determinate aree). Deduzioni generiche senza prove non sono sufficienti.
  • La presenza di una disciplina comunale di assimilazione è rilevante: i Comuni hanno poteri regolamentari per assimilare rifiuti speciali non pericolosi a urbani, ma l'ambito di tale potestà deve rispettare i criteri normativi e i termini usati dal regolamento.
  • L'autonomo avviamento a recupero dei rifiuti da parte del produttore non comporta automaticamente l'esenzione dall'obbligo contributivo, ma può dare diritto a una riduzione proporzionale nella determinazione della tariffa/ tassa, previo idoneo accertamento e prova.
  • In caso di omessa denuncia riferita a più annualità il giudice deve valutare l'applicazione del cumulo giuridico delle sanzioni ai sensi del D.Lgs. 472/1997, art. 12; la mancata decisione su eccezioni sollevate costituisce motivo di cassazione e rinvio.
  • Quando viene rinviato un giudizio in sede di legittimità, il giudice del rinvio deve pronunciarsi anche sulle questioni rilevanti già sollevate (compresa la determinazione delle sanzioni) e non decide il merito in luogo della CTR salvo profili di diritto già definiti.

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