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Sentenza

Sentenza n. 14631/2026 - Roma, Sezione 1Q

Giustizia amministrativa202515439

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di decadenza dall'impiego adottato ai sensi dell'art. 51 d.P.R. 335/1982 per asserita incompatibilità derivante dalla partecipazione a una trasmissione televisiva

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente di polizia)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la decadenza dall'impiego deducendo: difetto assoluto di istruttoria, travisamento del fatto e illogicità manifesta quanto alla sua effettiva partecipazione alle riprese successive alla diffida; insussistenza dell'incompatibilità prevista dagli artt. 50 e 51 d.P.R. 335/1982, poiché la partecipazione al programma sarebbe stata occasionale e non riconducibile a un'attività professionale, imprenditoriale, lavorativa o a un impiego privato stabile e organizzato; violazione dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e gradualità; violazione del contraddittorio e dell'obbligo di valutare le osservazioni del dipendente; difetto dei presupposti per applicare la decadenza a una condotta ormai cessata; disparità di trattamento rispetto a un analogo caso riguardante personale militare. Nel corso del giudizio è emerso che la partecipazione alle riprese era temporalmente limitata, che il contratto prevedeva principalmente obblighi di protezione e riservatezza e la cessione dei diritti di sfruttamento dell'immagine, nonché un corrispettivo una tantum di 2.000 euro, parametrato alla durata effettiva della partecipazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il decreto di decadenza. Ha ritenuto prioritario esaminare i motivi relativi all'applicabilità degli artt. 50 e 51 d.P.R. 335/1982. Tali disposizioni colpiscono le attività extraistituzionali riconducibili al commercio, all'industria, alla professione, al mestiere o all'assunzione di impieghi pubblici o privati, purché caratterizzate da stabilità, periodicità o apprezzabile estensione temporale e da una significativa destinazione delle energie lavorative a un centro di interessi alternativo all'ufficio pubblico. La partecipazione televisiva del ricorrente, anche considerando il periodo massimo indicato dall'amministrazione, era limitata a pochi giorni e non comportava un rapporto di lavoro o professionale stabile, assoggettamento a poteri datoriali, obbligazioni di mezzi o di risultato nell'interesse della società, né una fonte di reddito stabile e alternativa. Il contratto prevedeva soprattutto obblighi di protezione, riservatezza e cessione dei diritti sull'immagine. L'attività doveva quindi essere ricondotta al regime delle attività occasionali di cui all'art. 53, commi 6 e seguenti, d.lgs. 165/2001, con eventuali conseguenze autorizzatorie, disciplinari e recuperatorie, ma non con la decadenza dall'impiego. Il Ministero, inoltre, aveva svolto un'istruttoria carente sugli aspetti negoziali ed economici della collaborazione, basandosi genericamente su fonti aperte e senza acquisire tempestivamente il contratto, con conseguente travisamento dei fatti. Sono stati assorbiti i motivi relativi alla partecipazione successiva alla diffida, ai vizi procedimentali e alla disparità di trattamento, perché dall'accoglimento dei motivi principali il ricorrente non avrebbe ottenuto un'utilità ulteriore. Le spese sono state integralmente compensate per la novità e peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 50 d.P.R. 335/1982

    Il personale di cui al presente decreto legislativo non può esercitare il commercio, l’industria né alcuna professione o mestiere o assumere impieghi pubblici o privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, salvo i casi previsti da disposizioni speciali.

    La disposizione individua le ipotesi di incompatibilità assoluta per il personale della Polizia di Stato; esse richiedono un'attività extraistituzionale dotata di stabilità, periodicità o apprezzabile estensione temporale e idonea a incidere significativamente sull'esclusività del servizio.

  • art. 51 d.P.R. 335/1982

    Disciplina la diffida e la successiva decadenza dall'impiego quando la causa di incompatibilità non cessa entro quindici giorni; la decadenza è applicabile solo in presenza dei presupposti oggettivi dell'incompatibilità assoluta.

  • art. 53 d.lgs. 165/2001

    Le attività occasionali non rientranti nell'incompatibilità assoluta sono assoggettate al regime degli incarichi autorizzabili e delle relative conseguenze disciplinari e recuperatorie, anziché alla decadenza dall'impiego.

  • art. 53, commi 7 e 7-bis, d.lgs. 165/2001

    Prevedono le conseguenze recuperatorie relative ai compensi percepiti per attività extraistituzionali svolte in violazione della disciplina applicabile.

  • art. 98 Cost.

    Fonda il principio di esclusività del servizio del dipendente pubblico, funzionale alla tutela dell'imparzialità amministrativa.

  • art. 97 Cost.

    La disciplina delle incompatibilità rafforza il principio di imparzialità, prevenendo condizionamenti derivanti da attività esterne.

  • art. 60 d.P.R. 3/1957

    Contiene la disciplina generale delle incompatibilità assolute, formulata in termini analoghi all'art. 50 d.P.R. 335/1982.

  • art. 63 d.P.R. 3/1957

    Prevede la sequenza diffida, inottemperanza e decadenza in presenza di una causa di incompatibilità.

  • art. 96 r.d. 633/1941

    Rileva per la disciplina della cessione e dello sfruttamento economico dell'immagine, senza trasformare automaticamente il relativo contratto in un rapporto di lavoro o professionale stabile.

  • art. 97 r.d. 633/1941

    Rileva per l'utilizzazione dell'immagine e la cessione dei relativi diritti, senza che ciò integri, di per sé, un'attività incompatibile ai sensi dell'art. 50 d.P.R. 335/1982.

Massime di principio

  • La decadenza dall'impiego per incompatibilità assoluta del personale della Polizia di Stato presuppone che l'attività extraistituzionale sia riconducibile al commercio, all'industria, a una professione, a un mestiere o a un impiego pubblico o privato e presenti caratteri di stabilità, periodicità o apprezzabile estensione temporale, tali da configurare un significativo centro di interessi alternativo al servizio pubblico.
  • Un'attività occasionale e temporalmente limitata, anche se remunerata, non integra di per sé l'incompatibilità assoluta prevista dall'art. 50 d.P.R. 335/1982; essa ricade, ove ne ricorrano i presupposti, nel diverso regime degli incarichi autorizzabili e delle conseguenze disciplinari o recuperatorie previsto dall'art. 53 d.lgs. 165/2001.
  • La remunerazione dell'attività esterna non è elemento decisivo per configurare l'incompatibilità assoluta: rileva principalmente la natura dell'attività e la sua idoneità, per intensità, continuità e professionalità, a sottrarre energie lavorative al servizio pubblico o a compromettere l'indipendenza del dipendente.
  • La decadenza per incompatibilità, incidendo sulla posizione lavorativa e sulle libertà del dipendente, costituisce una misura estrema e deve essere applicata in modo proporzionato e tipico alle sole violazioni che presentino la gravità richiesta dalla disciplina; le condotte occasionali possono essere sanzionate con strumenti diversi.
  • Ai fini della qualificazione dell'attività extraistituzionale, l'amministrazione deve svolgere un'istruttoria concreta sugli elementi temporali, negoziali ed economici del rapporto, acquisendo e valutando il contratto e le obbligazioni effettivamente assunte; la genericità degli accertamenti può determinare travisamento dei fatti e illegittimità del provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoInvalidità del provvedimento
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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