Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33946/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che non aveva convalidato l'arresto di Giorgi Bedenashvili: il Pubblico Ministero ha censurato la valutazione del Tribunale secondo cui la presenza dell'arrestato nel cortile, pur segnalata da terzi, non costituiva una "traccia" inequivoca del reato commesso immediatamente prima. Il ricorrente sostiene che la presenza davanti al portone forzato, unita alla contemporanea scoperta di un complice che scendeva con strumenti per lo scasso e ai segni di effrazione sulle porte, costituiscono elementi oggettivi e direttamente percepiti dalla polizia giudiziaria tali da giustificare l'arresto in quasi-flagranza e la convalida.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che, pur non potendosi basare soltanto sulle informazioni fornite dai testimoni, la polizia giudiziaria, intervenuta pochi minuti dopo la segnalazione, aveva percepito elementi oggettivi (la presenza dell'indiziato davanti al portone con segni di effrazione, la scoperta di un altro uomo che scendeva frettolosamente con una torcia e una lastra di plastica, e segni di forzatura sulla porta di un appartamento) che, considerati congiuntamente, costituivano tracce non equivoche riconducibili al reato commesso immediatamente prima. Pertanto l'arresto era legittimo e la mancata convalida è stata annullata ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. I) c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 382

    "si trova in stato di flagranza chi viene colto nell'atto di commettere il reato, ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito ... ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima"

    Definizione di flagranza/quasi-flagranza: l'arresto è legittimo quando la persona è sorpresa con cose o tracce direttamente e inequivocabilmente collegabili al reato; bisogna valutare se le tracce percepite dalla polizia al momento dell'intervento consentono un collegamento obiettivo e non equivoco con la commissione del reato.

  • Codice di procedura penale, art. 391, comma 4

    norma processuale che disciplina il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di mancata convalida

    Permette al Pubblico Ministero di proporre ricorso per cassazione contro l'ordinanza di mancata convalida dell'arresto; qui è stato utilizzato per impugnare la decisione del Tribunale.

  • Codice di procedura penale, art. 620, comma 1, lett. I)

    norma che consente alla Corte di cassazione di annullare senza rinvio quando il rinvio sarebbe formale o inutile

    La Corte ha applicato questa disposizione per annullare l'ordinanza senza rinvio, ritenendo che la questione fosse già esaurita con la valutazione della legittimità dell'arresto operato dalla polizia giudiziaria.

  • Costituzione / giurisprudenza costituzionale (Corte cost., sent. n. 89/1970)

    citata in motivazione a supporto del principio che le norme sulla privazione della libertà sono di stretta interpretazione

    Richiama il principio che l'arresto in flagranza è deroga alla regola della esclusiva competenza del giudice per misure restrittive e deve essere interpretato restrittivamente; tuttavia la Corte precisa che quando le tracce sono inequivoche l'arresto può risultare legittimo.

Massime di principio

  • L'arresto in quasi-flagranza è legittimo se la polizia giudiziaria, al momento dell'intervento, percepisce cose o tracce direttamente e in modo tale da collegare inequivocabilmente l'indiziato al reato commesso "immediatamente prima".
  • Non è possibile fondare l'arresto unicamente su informazioni fornite da terzi se le tracce rilevate sono intrinsecamente equivoche e richiedono indagini o valutazioni successive; viceversa, se le tracce osservate assunte col patrimonio conoscitivo già acquisito dagli operanti formano un quadro non equivoco, l'arresto è legittimo.
  • La presenza di un indiziato in un luogo oggettivamente compatibile con la commissione del reato (es. davanti a un portone con segni di effrazione), se collegata a ulteriori elementi direttamente constatati (comportamento sospetto di altro soggetto, segni di scasso), può costituire una traccia sufficiente anche in assenza di reperti sulla sua persona.
  • La scoperta di strumenti di effrazione addosso a un coindagato rafforza il quadro probatorio, ma non è indispensabile: tracce obiettive e congiunte possono giustificare l'arresto anche se la perquisizione su un soggetto non produce risultati.
  • In situazioni analoghe valutare sempre: (a) cosa la polizia ha percepito direttamente al momento dell'intervento; (b) quali informazioni aveva già nel suo patrimonio conoscitivo; (c) se il collegamento tra tracce e reato è oggettivo e non equivoco senza necessità di ulteriori indagini.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.