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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39580/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma di condanna per il reato di cui all'art. 337 cod. pen. (resistenza a pubblico ufficiale), con tre censure: 1) vizio di motivazione per avere la Corte di appello qualificato la condotta come resistenza invece che come, al più, oltraggio a pubblico ufficiale; 2) violazione di legge e omessa motivazione per avere la difesa sostenuto che si trattò di mera resistenza passiva e che la condotta era scriminata, anche in forma putativa, come reazione a presunto atto arbitrario degli agenti; 3) violazione degli artt. 62-bis e 133 cod. pen. per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e per una pena ritenuta eccessiva rispetto alla modesta gravità del fatto e alla giovane età.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I primi due motivi sono stati ritenuti inammissibili perché sollevati in secondo grado con nuovi profili non devoluti dal primo atto di appello, perciò non esaminabili in cassazione. Il terzo motivo è stato dichiarato manifestamente infondato: la Corte ha ritenuto legittima la valutazione di merito che negò le attenuanti generiche considerando la durata della condotta (circa venti minuti), il rilevante disservizio al servizio ferroviario, l'intervento di numerosi agenti e i precedenti penali specifici dell'imputato, applicando i parametri dell'art. 133 cod. pen. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    La Corte ha confermato che la condotta integra la resistenza a pubblico ufficiale quando è idonea e diretta a impedire l'attività degli agenti; la durata, l'intensità e l'effetto organizzativo (intervento di più agenti e disservizio del servizio ferroviario) sono elementi che giustificano la qualificazione come resistenza

  • art. 62-bis cod. pen.

    Applicata in relazione alla determinazione della pena concreta: il giudice di merito deve valutare le circostanze attenuanti generiche ma il riconoscimento è soggetto a discrezionalità motivata; qui la Corte d'appello ha ritenuto ostativo il dato della gravità e della protrazione della condotta

  • art. 133 cod. pen.

    I parametri di cui all'art. 133 (gravità del fatto, personalità del reo, precedenti, ecc.) sono stati considerati e ritenuti ostativi al riconoscimento delle attenuanti generiche e a una riduzione della pena

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176) e art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105 (conv. L. 16 settembre 2021, n. 126)

    Richiamate per le modalità di trattazione del procedimento in camera di consiglio secondo le disposizioni emergenziali/riflessive sull'organizzazione delle udienze; non incidono sulla valutazione di merito delle censure penali

Massime di principio

  • In cassazione non possono essere esaminate questioni nuove che non risultano devolute al giudizio di secondo grado: i motivi di ricorso devono riferirsi ai punti della decisione già adeguatamente dedotti in appello
  • La distinzione tra oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza dipende dalla idoneità della condotta a impedire l'attività degli agenti: insulti o minacce isolate possono integrare oltraggio, condotte protratte e ostative all'azione degli agenti possono integrare resistenza
  • La scriminante putativa o la giustificazione per reazione ad atto arbitrario richiedono elementi specifici e vanno adeguatamente dedotte e provate nei gradi di merito; se non dedotte correttamente non possono essere introdotte in cassazione
  • La valutazione delle attenuanti generiche è discrezionale; la cassazione può intervenire solo per manifesta illogicità, insufficienza motivazionale o travisamento evidente dei fatti o dei criteri legali
  • La durata e gli effetti pratici del comportamento (es. interruzione o alterazione di un servizio pubblico, intervento di più agenti) sono rilevanti ai fini della qualificazione del reato e della determinazione della pena
  • Chi impugna deve curare la struttura dell'impugnazione nei gradi precedenti: censure formulate tardi o in modo disgiunto rischiano l'inammissibilità in sede di legittimità

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