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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16194/2026 del 05/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale relativo ai reati di falso ideologico in verbale d'esame (art. 479 c.p.) attribuiti a Farci Bruna, Calabrese Alessandra, Vitolo Concetta e Di Mauro Patrizia, connessi al reato di accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.) commesso da altro imputato (Ferdinando Finale). Il g.u.p. di Napoli aveva dichiarato incompetente il proprio ufficio e indicato il Tribunale distrettuale di Salerno quale competente; il giudice di Vallo della Lucania ha invece ritenuto che la competenza dovesse essere di quel Tribunale (Vallo della Lucania) o, per la posizione di Farci, del Tribunale di Nocera Inferiore, sollevando il conflitto. Il Procuratore Generale ha chiesto che la Cassazione dichiari la competenza del Tribunale di Vallo della Lucania per le imputate Vitolo, Calabrese e Di Mauro e la competenza del Tribunale di Nocera Inferiore per Farci.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato sussistente il conflitto negativo e ha risolto il caso dichiarando la competenza del Tribunale di Vallo della Lucania a celebrare il dibattimento. La Corte ha ritenuto sussistente la connessione teleologica tra il falso ideologico (art. 479 c.p.) e l'accesso abusivo al sistema informatico (art. 615-ter c.p.) commesso da altro imputato; poiché il luogo del reato distrettuale non è individuabile, si è fatto ricorso ai reati connessi in ordine di decrescente gravità. I reati di falso (pari gravità) sono stati confrontati cronologicamente: il primo in ordine di tempo è quello commesso ad Agropoli (10/12/2020) attribuito a Vitolo, Calabrese e Di Mauro, che radica la competenza nel Tribunale di Vallo della Lucania; il fatto commesso a Sarno (18/01/2021) relativo a Farci è successivo. La Corte ha quindi disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Vallo della Lucania e ha escluso che eventuali vizi nella determinazione della competenza rispetto all'imputato che ha commesso il reato distrettuale (Finale) possano incidere sulla determinazione della competenza per i reati di falso.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina il conflitto negativo di competenza; la Corte può risolvere lo stallo quando due giudici rifiutino contemporaneamente di prendere cognizione della stessa questione processuale.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Regola la procedura di sollevazione del conflitto di competenza e rimette alla Corte la decisione sulla competenza.

  • art. 22 cod. proc. pen.

    Norma sulla competenza territoriale; richiamata nella fase preliminare con riferimento alla declaratoria di incompetenza del g.u.p.

  • art. 12, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Consente di ritenere connessi reati quando uno sia commesso per eseguire o occultare l'altro; la Corte ha ritenuto applicabile questa disposizione per collegare l'accesso abusivo (615-ter) ai falsi (479).

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Stabilisce che se il luogo del reato più grave (distrettuale) non è individuabile si considerano i reati connessi in ordine di gravità decrescente per determinare la competenza; la Corte lo ha utilizzato per radicare la competenza nel luogo del falso commesso per primo.

  • art. 9, commi 2 e 3 cod. proc. pen.

    Criteri suppletivi di attribuzione della competenza territoriale, richiamati in mancanza di indicazione del luogo di realizzazione del reato distrettuale.

  • art. 479 cod. pen.

    Falso ideologico in atti pubblici (qui: verbali d'esame); i fatti contestati sono stati ritenuti reati con pari gravità e con luogo di consumazione individuabile nelle sedute d'esame (Agropoli e Sarno).

  • art. 615-ter cod. pen.

    Accesso abusivo a sistema informatico; considerato reato distrettuale connesso teleologicamente ai falsi ideologici perché eseguito per occultare o eseguire quegli ultimi.

  • art. 32, comma 2 cod. proc. pen.

    Prevede la comunicazione immediata dell'estratto della sentenza ai giudici in conflitto, al pubblico ministero e la notificazione alle parti private; la Corte ha disposto l'immediata comunicazione/trasmissione degli atti.

Massime di principio

  • La connessione teleologica ex art. 12 cod. proc. pen. può far sì che la competenza si radichi nel luogo del reato distrettuale anche se quest'ultimo è commesso da un diverso imputato e il relativo processo è separato.
  • Se il luogo del reato più grave o distrettuale non è individuabile, occorre considerare i reati connessi in ordine di gravità decrescente (art. 16); se due reati connessi hanno pari gravità, la competenza si determina in base alla cronologia: prevale il reato commesso per primo.
  • Un errore o una violazione nella determinazione della competenza relativa a un imputato diverso (ad es. colui che ha commesso il reato distrettuale) non invalida automaticamente la determinazione di competenza per gli altri reati connessi; eventuali vizi dovranno essere fatto valere nel processo relativo a quell'imputato.
  • Il conflitto negativo di competenza si risolve dalla Corte di legittimità quando due giudici rifiutano contemporaneamente di procedere; la decisione della Corte è vincolante e determina l'ufficio giudicante competente a procedere.
  • In situazioni analoghe, per stabilire la competenza territoriale è fondamentale ricostruire accuratamente tempi e luoghi di consumazione dei reati connessi e applicare sequenzialmente i criteri di gravità e cronologia previsti dal codice di procedura penale.

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