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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13489/2026 del 14/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello che ne aveva affermato la responsabilità per ricettazione. La vicenda concreta riguarda il rinvenimento, a seguito di perquisizione dell'autoveicolo dell'imputato nei pressi dell'autostrada A3 SA/RC, di 58 capi di abbigliamento e accessori recanti marchi contraffatti, collocati sui sedili posteriori. Il ricorrente ha dedotto tre censure: primo, ha contestato la motivazione sulla prova del reato presupposto e quindi sulla responsabilità per ricettazione; secondo, ha denunciato il travisamento del materiale probatorio quanto alla provenienza degli oggetti rinvenuti; terzo, ha lamentato il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto i primi due motivi manifestamente infondati perché miravano a una rivalutazione del merito e delle prove non consentita in sede di legittimità, rilevando che il giudice di merito aveva motivato in modo logico sul rinvenimento di un numero cospicuo di capi contraffatti e sull'assenza di spiegazioni o documentazione circa la lecita provenienza. Anche il terzo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato, in ragione del consistente numero di capi con marchio contraffatto che escludeva la particolare tenuità del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La declaratoria di inammissibilità è stata fondata sulla manifesta infondatezza di tutti i motivi, ritenuti incentrati su censure di merito non consentite in sede di legittimità e, quanto alla particolare tenuità del fatto, sull'apprezzamento del numero elevato di capi contraffatti rinvenuti.

Norme richiamate

  • art. 648, comma quarto, c.p.

    Norma posta a fondamento della dichiarazione di responsabilità per ricettazione; la Corte ne richiama la contestazione in relazione al reato presupposto, senza rimettere in discussione l'apprezzamento di merito sulla provenienza illecita dei beni.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è stata esclusa in ragione del consistente numero di capi con marchio contraffatto rinvenuti.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è precluso alla Corte di cassazione sovrapporre una propria valutazione delle risultanze processuali a quella del giudice di merito o effettuare una diversa ricostruzione dei fatti mediante criteri valutativi alternativi.
  • La motivazione del giudice di merito è insindacabile in cassazione quando sia logicamente coerente e dia conto degli elementi valorizzati ai fini dell'affermazione di responsabilità, come il rinvenimento di beni in numero rilevante e l'assenza di spiegazioni o documentazione sulla lecita provenienza.
  • La censura di travisamento della prova non può tradursi in una richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio, se ciò comporta una rivalutazione del merito non consentita nel giudizio di legittimità.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. può essere esclusa quando il dato quantitativo e le modalità concrete del fatto depongano per una gravità non compatibile con la minima offensività richiesta dalla norma.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della provaInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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