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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21901/2022 del 07/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ingiunzione a demolire nonostante il Comune avesse rilasciato un titolo in sanatoria (permesso in sanatoria n.39/17). Sostenevano che le opere erano ultimate entro il termine utile per il condono (31.12.1993) in quanto il rustico e la copertura risultavano già realizzati (documenti tecnici e rilievi aerofotografici), e alternativamente richiamavano l'applicabilità dell'art. 43 L.47/1985 per opere non ultimate, contestando la valutazione del giudice dell'esecuzione che aveva ritenuto invece che il completamento fosse avvenuto dopo il termine (accertamento del 26.1.1996). Denunciavano violazione di legge, travisamento dei fatti e motivazione manifestamente illogica.

La decisione

La Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Napoli per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione non avesse adeguatamente approfondito la verifica della legittimità sostanziale del titolo in sanatoria, si fosse basato su mere presunzioni e avesse assimilato senza istruttoria la data di accertamento penale alla data di ultimazione del rustico. La Suprema Corte ha inoltre evidenziato che risultava agli atti una verificazione (prodotta con la memoria) che attestava la presenza del manufatto con muratura e solaio di copertura alla data del 31.12.1993, elemento che il giudice doveva valutare. Ne è conseguito l'annullamento con rinvio per un nuovo esame sulla effettiva sussistenza dei presupposti per la sanatoria e sulla corrispondenza tra opere autorizzate e opere eseguite.

Norme richiamate

  • Legge 47/1985 art.20 lett. c)

    Norma richiamata nel contesto del procedimento penale originario (reato edilizio) che aveva portato all'ingiunzione di demolizione; usata per ricostruire il quadro fattuale del caso.

  • Legge 47/1985 art.31 comma 2

    Stabilisce il criterio temporale e materiale per ritenere un edificio 'ultimato' alla data del 31.12.1993 (rustico e copertura completati; tamponature esterne comunque presenti). La Corte ricorda che la prova dell'ultimazione al 31.12.1993 incombe sull'istante e che il giudice deve verificarne l'esistenza.

  • Legge 47/1985 art.43

    Consente la sanatoria, in casi eccezionali, anche per opere non ultimate per effetto di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali, ma limitatamente alle strutture realizzate e ai lavori strettamente necessari alla loro funzionalità; la Corte afferma che il giudice deve valutare se tale presupposto sussiste mediante un giudizio di fatto adeguatamente motivato.

  • Legge 724/1994 art.39 (richiamo a art.31)

    Richiamata per collegare e confermare i criteri di ultimazione previsti dall'art.31 L.47/1985 anche nell'ambito delle procedure di condono previste dalla L.724/1994.

  • Codice di procedura penale art.444

    Richiamato solo per indicare il tipo di provvedimento penale (sentenza di applicazione della pena su richiesta) che aveva formato il giudicato sulla vicenda penale originaria; non incide direttamente sull'istruttoria della sanatoria ma serve a ricostruire il quadro processuale.

Massime di principio

  • Il rilascio di un titolo edilizio in sanatoria non produce di per sé la sospensione o la revoca automatica di un ordine di demolizione: il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità sostanziale del titolo e la rispondenza tra quanto autorizzato e le opere effettivamente realizzate.
  • La prova che le opere fossero ultimate entro il termine utile per il condono (es. 31.12.1993) grava sull'istante; il giudice non può limitarsi ad assume presunzioni non istruite ma deve valutare le prove documentali e peritali (verbali, rilievi tecnici, fotografie aeree, verificazioni amministrative).
  • Per considerare un edificio 'al rustico' rilevante ai fini del condono è necessario, in linea di principio, il completamento della copertura e il tamponamento delle murature esterne; in mancanza, l'art.43 può consentire sanatorie limitate ma solo se il giudice accerta concretamente la sussistenza delle strutture necessarie.
  • Le accertazioni penali o la data di sequestro non devono essere automaticamente equiparate alla data di ultimazione delle opere: serve indagine probatoria specifica sull'effettivo stato dei lavori alla data rilevante.
  • Se il giudice dell'esecuzione non valuta o non approfondisce adeguatamente la documentazione decisiva (es. rilievi aerofotografici, verificazioni amministrative), il provvedimento può essere annullato e rinviato per nuovo esame.

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