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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16771/2025 del 06/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale sorveglianza)

La controversia

Il condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva ratificato il provvedimento del Magistrato di sorveglianza, revocando la misura alternativa della semilibertà a lui concessa. Nel ricorso, poi ribadito con memoria, ha dedotto vizio di motivazione sostenendo che la decisione fosse generica e manifestamente illogica, perché fondata su elementi congetturali e non su una reale valutazione del comportamento complessivo tenuto durante l'esecuzione della misura. Ha inoltre osservato che la modifica dell'attività lavorativa richiesta sarebbe stata positivamente valutata dagli operatori penitenziari e che egli si sarebbe prontamente attivato.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse motivato in modo adeguato e logico la revoca, valorizzando la situazione complessiva, la personalità del condannato, la gravità dei reati commessi e soprattutto le modalità di gestione dell'attività lavorativa e di ammissione alla misura. In particolare, ha considerato che il condannato non aveva informato tempestivamente gli operatori della attribuzione della partita IVA e che la nuova attività risultava inidonea per mancanza di retribuzione, locali inadeguati e elevato pericolo di recidiva. Secondo la Corte, il ricorso mirava solo a ottenere una diversa lettura del merito, non consentita in sede di legittimità. Conseguentemente, oltre alla dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • misura alternativa della semilibertà

    La revoca della misura è stata ritenuta sorretta da motivazione coerente e logica, non sindacabile in cassazione se non nei limiti del vizio di motivazione apparente o manifestamente illogica.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla dichiarazione di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in assenza di elementi atti a escludere la colpa, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una rivalutazione del merito attraverso una lettura alternativa degli elementi già esaminati dal giudice di sorveglianza.
  • La revoca della semilibertà è sorretta da motivazione sufficiente quando il giudice valorizzi in modo complessivo la personalità del condannato, la gravità dei reati, la gestione concreta delle prescrizioni e l'idoneità della nuova attività lavorativa rispetto alle finalità del trattamento.
  • La doglianza per vizio di motivazione è infondata quando la decisione impugnata dia conto, in modo coerente e non congetturale, delle ragioni della revoca della misura alternativa.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e, se non vi sono elementi per escludere la colpa nella causa di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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