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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3158/2024 del 26/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva confermato gli arresti domiciliari disposti dal GIP (21/07/2023). L'indagato era gravemente indiziato di associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione e falsificazione di assegni bancari e circolari inviati per posta (capo A) e di ricettazione (capo B). La difesa ha contestato la motivazione relativa al pericolo di recidiva, sostenendo l'assenza di attualità del pericolo in considerazione della lontananza temporale dei fatti (2019) e della formale condizione di incensurato con un unico precedente del 2010, estraneo ai fatti in esame.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza del pericolo di reiterazione, fondandosi sul ruolo apicale attribuito all'indagato nell'ambito di un sodalizio ramificato e sull'attività organizzativa e di reclutamento svolta in maniera professionale, oltre al carattere seriale e professionale delle condotte del gruppo. Le censure difensive sono state giudicate generiche e reiterative, non confrontandosi con le specifiche valutazioni del Tribunale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base procedurale per la proposizione dell'istanza di riesame avverso la misura cautelare; il Tribunale ha esaminato il ricorso conforme a tale rimedio procedurale e ha confermato la valutazione del pericolo di reiterazione.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamata dalla difesa in relazione a censure sulla motivazione dell'ordinanza. La Corte ha ritenuto infondata la contestazione di carenza motivazionale, ritenendo che il Tribunale si fosse effettivamente confrontato con gli elementi rilevanti (ruolo apicale e organizzazione del sodalizio) e avesse fornito una motivazione non manifestamente illogica.

Massime di principio

  • Nelle valutazioni cautelari relative a reati associativi il giudice dà rilevanza al ruolo ricoperto nell'organizzazione, al grado di strutturazione e alla professionalità delle condotte: tali elementi possono prevalere sulla sola condizione di incensuratezza.
  • La distanza temporale degli eventi e l'assenza di precedenti non escludono automaticamente il pericolo di reiterazione se ricorrono elementi concreti che evidenziano capacità e propensione a delinquere (es. attività di reclutamento, ramificazione territoriale, metodo seriale).
  • Le censure sulla motivazione sono efficaci se dimostrano che il giudice non ha affrontato o confutato specifiche argomentazioni della difesa; rilievi generici e ripetuti non sono sufficienti a fondare l'annullamento del provvedimento.
  • Chi propone ricorso deve articolare e documentare concretamente la circostanza alternativa (es. esistenza di attività lavorativa stabile, assenza di contatti con il sodalizio, impraticabilità di contatti illeciti) per contrastare la prognosi di pericolosità; altrimenti il rischio di inammissibilità o rigetto è elevato.
  • La dichiarazione di inammissibilità può comportare condanna alle spese e all'aumento per la cassa delle ammende se il ricorso è ritenuto gravemente infondato o colpevole.

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