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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48573/2023 del 06/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto positivo di competenza per la medesima fattispecie contestata a Calderone Antonina (delitto di cui all'art.7 d.l. n.4/2019: omissione di una circostanza rilevante nella domanda per il reddito di cittadinanza, relativa alla qualità soggettiva di Monastero Leonardo, condannato per l'art.416-bis). L'azione penale era stata esercitata dalla Procura di Palermo il 28/05/2021 e successivamente dalla Procura di Termini Imerese il 18/11/2022; il GUP di Termini Imerese ha rivendicato la competenza territoriale perché la domanda era stata presentata presso il comune di Termini Imerese, mentre presso il Tribunale di Palermo risultava già emessa ordinanza di sospensione per messa alla prova ai sensi dell'art.464-quater c.p.p.

La decisione

Il Collegio ha dichiarato sussistente il conflitto positivo di competenza per la identità del fatto contestato e ha applicato il principio secondo cui, in presenza di procedimenti pendenti in fasi diverse per lo stesso fatto, la competenza spetta al giudice del procedimento che si trova nella fase più avanzata (per l'impossibilità giuridica di regressione del processo). Poiché il procedimento dinanzi al Tribunale di Palermo era in fase più avanzata (ordinanza di ammissione alla messa alla prova), è stata dichiarata la competenza del Tribunale di Palermo e disposto che gli atti siano trasmessi a detto Tribunale.

Norme richiamate

  • art.7 d.l. n.4 del 2019

    Norma sostanziale contestata: riguarda l'illiceità della condotta consistente nell'omessa dichiarazione di circostanze rilevanti nella domanda per il reddito di cittadinanza; è il titolo di reato contestato a Calderone Antonina

  • art.464-quater c.p.p.

    Norma procedurale che disciplina la sospensione del procedimento per la messa alla prova; la sua applicazione nel procedimento di Palermo è elemento che indica una fase processuale avanzata

  • Sez. I, ord. n.32707 del 20.10.2020 (rv 279895)

    Giurisprudenza di legittimità che afferma il principio secondo cui, confrontandosi procedimenti pendenti in fasi diverse per lo stesso fatto, la competenza spetta al giudice del procedimento nella fase più avanzata, in ragione dell'impossibilità giuridica di far regredire il processo a una fase precedente

Massime di principio

  • Se due procedimenti perseguono la medesima fattispecie materiale nei confronti dello stesso imputato, va evitata la duplicazione: sussiste conflitto di competenza da dirimere e gli atti devono essere riuniti.
  • In caso di contrasto tra giudici per competenza territoriale la regola decisiva è la fase processuale: prevale il giudice del procedimento che si trova in fase più avanzata (impossibilità di regressione), salvo annullamento che determini diversa soluzione.
  • La semplice connessione territoriale (es. luogo di presentazione della domanda o residenza) non prevale automaticamente se un altro procedimento è già in fase avanzata; occorre valutare lo stato degli atti e le misure adottate.
  • La presenza di provvedimenti che configurano una fase avanzata (es. ammissione alla messa alla prova, sentenze, ordinanze di rinvio a giudizio) è elemento decisivo per l'assegnazione della competenza.
  • In situazioni analoghe è opportuno verificare tempestivamente lo stato processuale presso le diverse autorità giudiziarie e, se necessario, sollevare o opporre il conflitto di competenza per ottenere la riunione o la trasmissione degli atti al giudice competente.

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