Ordinanza n. 352/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato emesso dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Pavia in data 2 dicembre 2025, prot. -OMISSIS-, notificato in pari data, nonché di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato adottato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Pavia
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Tra i vizi dedotti ha lamentato il difetto di istruttoria, contestando l'affermazione dell'amministrazione secondo cui il reddito aziendale della società datrice di lavoro sarebbe insufficiente a sostenere i costi dell'assunzione, in relazione al requisito per cui il reddito imponibile o il fatturato non dovrebbe essere inferiore a 30.000 euro annui. La difesa ha sostenuto che l'amministrazione avrebbe fondato il provvedimento su una valutazione generale, derivante dal rigetto in blocco di numerose domande contestuali, senza esaminare concretamente la capacità della società di sostenere l'assunzione del singolo lavoratore alla luce dei dati di bilancio.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame. Ha ritenuto il ricorso prima facie fondato nella parte in cui il provvedimento sembra privo di una valutazione concreta sull'effettiva capacità della società datrice di lavoro di sostenere l'assunzione del singolo lavoratore. Da una prima analisi del bilancio relativo all'esercizio 2024 sono emersi ricavi e un utile netto apparentemente idonei a giustificare l'ulteriore costo derivante dall'assunzione di altri lavoratori. L'amministrazione dovrà quindi riesaminare l'istanza sostituendo la valutazione generale sull'incapacità reddituale, posta a fondamento del rigetto in blocco di numerose domande, con una valutazione individuale, concreta e solidamente ancorata ai dati di bilancio prodotti. È stato ravvisato anche il periculum in mora, consistente nel rischio di allontanamento definitivo del ricorrente dal territorio nazionale dopo il legittimo ingresso con visto per lavoro. La cautela è stata concessa entro tali limiti, con rinvio del prosieguo dell'incidente cautelare alla camera di consiglio del 25 novembre 2026.
Norme richiamate
Richiamato quale base normativa per la domanda e la decisione cautelare.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, la valutazione della capacità reddituale del datore di lavoro ai fini del nulla osta al lavoro subordinato deve essere concreta e riferita alla sostenibilità dell'assunzione del singolo lavoratore, non potendo fondarsi esclusivamente su una valutazione generale riferita indistintamente a una pluralità di domande.
- Quando l'amministrazione valuta la capacità economico-finanziaria del datore di lavoro, deve ancorare l'istruttoria ai dati contabili disponibili, quali ricavi e utile netto risultanti dal bilancio, motivando in modo specifico le ragioni per cui tali dati non consentirebbero di sostenere il costo dell'assunzione.
- Il rischio di allontanamento definitivo dal territorio nazionale del cittadino straniero legittimamente entrato con visto per motivi di lavoro integra un pregiudizio grave e irreparabile rilevante ai fini della tutela cautelare.
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