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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4916/2023 del 06/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva rigettato l'appello avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del presunto profitto derivante da reati tributari (art. 10-quater, comma 2, d.lgs. 74/2000). Hanno contestato la sussistenza del nesso di pertinenzialità tra le somme sequestrate sui conti correnti e il profitto del reato, rilevando che al momento della consumazione del reato tali somme non erano presenti (fatta eccezione per 1.231,72 euro) e che gli importi sequestrati deriverebbero da attività lecite successive; quindi, secondo i ricorrenti, non poteva operare la confisca diretta del denaro rinvenuto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi infondati e li ha rigettati condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. La Corte ha richiamato la pronuncia delle Sezioni Unite (sent. n. 42415/2021) secondo la quale, per la natura fungibile del denaro, la confisca del denaro costituente profitto o prezzo del reato va qualificata come confisca diretta anche se la specifica somma materiale è stata confusa con altre risorse patrimoniali; ciò non esclude la necessità di individuare il rapporto eziologico tra reato e incremento monetario complessivo, ma rende irrilevante l'identità fisica delle somme sequestrate. Pertanto il giudice di legittimità ha ritenuto corretta la misura cautelare impugnata.

Norme richiamate

  • d.lgs. 74/2000, art. 10-quater, comma 2

    Norma che descrive il reato tributario ritenuto accertato; la Corte la utilizza come presupposto del profitto contestato e della confisca mirata all'incremento patrimoniale derivante dal reato

  • d.lgs. 74/2000, art. 12-bis

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla corretta individuazione del profitto confiscabile; la Corte valuta la questione alla luce del principio della fungibilità del denaro e della giurisprudenza delle Sezioni Unite

  • cod. proc. pen., art. 321

    Norma del procedimento cautelare richiamata dai ricorrenti (vizi procedurali o di motivazione del sequestro); la Corte non ravvisa violazioni tali da invalidare la misura

  • disp. att. c.p.p., art. 173, comma 1

    Richiamato per i limiti di motivazione consentiti in Cassazione (limiti stretti dei motivi); la Corte ha giudicato i motivi nei limiti ammessi

  • Cass. Sez. U., sent. n. 42415/2021 (Rv. 282037-01)

    Giurisprudenza sovraordinata utilizzata dalla Corte: stabilisce che la confisca del denaro quale profitto o prezzo del reato va qualificata come diretta per la natura fungibile della moneta; è irrilevante l'identità fisica del numerario sequestrato quando si tratta di accertare l'incremento patrimoniale derivante dal reato

Massime di principio

  • La confisca diretta di denaro è compatibile con la natura fungibile del denaro: non è necessario dimostrare che la specifica somma materiale sequestrata sia esattamente quella ottenuta dal reato, purché si identifichi l'incremento patrimoniale monetario collegabile al reato
  • Per resistere a una richiesta di confisca del denaro, è necessario provare che l'incremento patrimoniale contestato non sia riconducibile al reato o che le somme sequestrate siano state acquisite in modo tale da escludere un rapporto eziologico con l'illecito (tracciabilità, documentazione delle fonti lecite, separazione patrimoniale)
  • La presenza di depositi successivi alla commissione del reato non esclude automaticamente la confisca: se il profitto è stato assorbito nel patrimonio complessivo, il valore corrispondente può essere confiscato anche se le specifiche somme materiali sono state successivamente sostituite
  • In fase cautelare e di confisca la difesa deve puntare su prove contabili e documentali dettagliate (movimenti di conto, fatture, entrate dimostrabili) per ricostruire la provenienza lecita delle somme o l'assenza di un accrescimento patrimoniale riferibile al reato
  • La giurisprudenza di legittimità richiede comunque l'individuazione del nesso tra reato e incremento patrimoniale: la fungibilità del denaro modifica la modalità di prova ma non elimina l'esigenza dell'accertamento dell'origine dell'incremento

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