Cassazione Penale, Sentenza n. 45942/2022 del 05/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Domanda di liquidazione dell'equa riparazione per ingiusta detenzione in relazione alla misura cautelare (custodia in carcere e arresti domiciliari) subita dal 23/02/2010 al 24/02/2011, conseguente a indagini per associazione a delinquere e frodi IVA connessi ad operazioni commerciali fittizie poste in essere da società del gruppo Fastweb/E.Biscom. Rossetti era stato poi assolto dal Tribunale di Roma (17/10/2013) e la sentenza confermata in appello (27/09/2017) divenuta irrevocabile il 10/02/2018. La Corte d'appello di Roma, con ordinanza 08/06/2021, aveva negato l'indennizzo ritenendo sussistente colpa grave del ricorrente per presunta negligenza/connivenza nella gestione di anomalie contabili e nella mancata segnalazione di criticità societarie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso; ha ritenuto che l'ordinanza impugnata non si sia confrontata adeguatamente con le motivazioni delle sentenze di assoluzione e abbia attribuito a Rossetti condotte gravemente colpose non accertate nel giudizio di cognizione. La Suprema Corte ha affermato i principi che regolano l'autonomia del giudizio per la riparazione, richiamando la necessità che la condotta ostativa sia fondata su fatti accertati o non negati nel giudizio penale, e ha rilevato carenze motivazionali e contraddittorietà nell'ordinanza della Corte territoriale. Conseguentemente l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata alla Corte di appello di Roma per un nuovo giudizio; la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità è demandata alla corte di rinvio.
Norme richiamate
Fissato il presupposto ostativo al diritto all'indennizzo se l'imputato ha con dolo o colpa grave dato causa alla misura cautelare; la Cassazione rileva che la valutazione della colpa grave deve essere compiuta con riferimento ai fatti accertati o non negati nel giudizio di cognizione e secondo i criteri giurisprudenziali consolidati.
Distinzione tra assoluzione perche' il fatto non sussiste/non commesso (comma 1) e assoluzione perche' il fatto non costituisce reato (comma 2); la Corte sottolinea che l'ordinanza territoriale ha travisato la natura delle assoluzioni e non ha adeguatamente confrontato le ragioni della pronuncia favorevole all'imputato.
art. 5 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
Richiamato dal ricorrente per sollevare profili di ragionevolezza dei sospetti plausibili e diligenza richiesta all'autorità; la Cassazione ritiene la questione di costituzionalità irrilevante rispetto all'accoglimento del ricorso, rilevando che l'interpretazione restrittiva proposta non trova riscontro nella giurisprudenza di legittimità.
art. 117 Cost.
Richiamato dal ricorrente in collegamento alla CEDU; la Corte di legittimità non entra nel merito della questione costituzionale dopo aver deciso per l'annullamento dell'ordinanza impugnata.
Giurisprudenza delle Sezioni Unite
Sez. U., n. 32383/2010 (D'Ambrosio); Sez. U., n. 51779/2013 (Nicosia)
Richiamati come principi guida: il giudizio per la riparazione è autonomo rispetto al giudizio penale ma la rilevanza della condotta ostativa va valutata ex ante e con riferimento agli elementi disponibili al tempo della misura; la condotta può ostare all'indennizzo solo se la sua gravità è desumibile da fatti accertati o non negati nel giudizio di cognizione.
Massime di principio
- Il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è autonomo rispetto al processo penale ma non può ricavare la 'colpa grave' da fatti che la sentenza di assoluzione ha ritenuto non sussistenti o non provati.
- La valutazione della colpa grave deve essere ex ante e confrontare il comportamento del ricorrente con gli elementi che erano realmente a disposizione del giudice della cautela; non basta reinterpretare successivamente il materiale probatorio per dimostrare negligenza.
- Il giudice della riparazione deve motivare esplicitamente il raccordo tra le condotte ascritte al ricorrente e la loro idoneità oggettiva a indurre in errore la struttura giudiziaria, confrontandosi specificamente con le argomentazioni delle sentenze di assoluzione.
- La connivenza passiva può ostare all'indennizzo solo se soddisfa criteri stringenti (es. oggettiva capacità di impedire il reato, rafforzamento della volontà criminosa, violazione di doveri sociali elementari), e non può essere invocata in modo generico.
- La valutazione della reticenza o del comportamento processuale deve tener conto del diritto di difesa; non tutto comportamento difensivo che appare omissivo è automaticamente rilevante come colpa grave.
- Per negare l'indennizzo è necessario dimostrare la prevedibilità della privazione della libertà come conseguenza della condotta del ricorrente; la prevedibilità presuppone conoscenza o capacità di conoscenza dell'illiceità che, se esclusa dalle sentenze di cognizione, ostacola l'impugnazione sulla base di colpa grave.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 5 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 45891/2022 del 05/12/2022
- Sentenza penale · 5 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 45892/2022 del 05/12/2022
- Sentenza penale · 5 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 45895/2022 del 05/12/2022
- Sentenza penale · 5 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 45897/2022 del 05/12/2022
- Sentenza penale · 5 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 45902/2022 del 05/12/2022
- Sentenza penale · 5 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 45907/2022 del 05/12/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →