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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30734/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Morano: 1) nullità per omessa/rimessa notifica del decreto di citazione per il giudizio di appello (ritenuta non correttamente eseguita nei termini e senza espressa rinotifica all'imputato); 2) travisamento della prova e mancato riconoscimento della legittima difesa (sosteneva di aver temuto aggressione dal Solimando e che l'uso della zappa potesse rientrare negli strumenti di lavoro). Solimando: 1) violazione di legge per il mancato riconoscimento dell'attenuante della provocazione (sosteneva di essere stato precedentemente aggredito dal Morano e aver reagito in stato d'ira anche se non immediatamente); 2) vizio di motivazione rispetto all'esclusione della provocazione (la reazione sarebbe stata collegata ad un accumulo di comportamenti ingiusti e comunque avvenuta lo stesso giorno dell'aggressione subita).

La decisione

Il ricorso di Morano è stato dichiarato inammissibile: i vizi dedotti sulla notifica sono stati ritenuti generici o tardivi, la contestata notifica è risultata eseguita e/o la nullità avrebbe dovuto essere eccepita tempestivamente; il motivo sulla legittima difesa è stato ritenuto non specifico e incapace di confutare la motivazione di merito. Morano è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende; non è stato condannato a rifondere le spese richieste da Solimando, perché le sue conclusioni sono state depositate tardivamente. Il ricorso di Francesco Solimando è stato ritenuto fondato nella parte relativa alla mancata valutazione della provocazione: la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Solimando e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Salerno (per riesaminare la questione della provocazione), rimanendo assorbite altre censure.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modif. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 (art. 23, comma 8)

    regola la possibilità di depositare requisitoria/conclusioni scritte per il pubblico ministero e per le parti; la Corte ha rilevato che le conclusioni della parte civile tardive non sono state prese in considerazione

  • art. 173, comma 1, d. att. cod. proc. pen.

    limiti di impugnazione in cassazione richiamati per la formulazione dei motivi; i ricorsi sono stati esaminati nei limiti consentiti

  • art. 601, comma 3, cod. proc. pen.

    termine a comparire di venti giorni per la vocatio in ius: la Corte ha richiamato che la rinnovazione della citazione riguardava solo l'imputato nella qualità di imputato (diversa la citazione quale parte civile tramite difensore)

  • art. 100, comma 5, cod. proc. pen.

    consente la notifica della citazione quale parte civile presso il difensore: la Corte ha distinto la notifica come imputato (da rinnovare) dalla notifica come parte civile (rituale se eseguita presso il difensore)

  • art. 179, cod. proc. pen.

    nullità assoluta della citazione: la Corte sottolinea che tale nullità sussiste solo se la citazione è omessa o inidonea ad assicurare la conoscenza effettiva dell'atto; qui la notifica è risultata idonea

  • art. 182, comma 2, cod. proc. pen.

    prevede l'obbligo di eccepire tempestivamente nullità di regime intermedio: la Corte ha ritenuto che il difensore non abbia sollevato l'eccezione in udienza e quindi la questione è stata dedotta tardivamente

  • art. 616, cod. proc. pen.

    previene l'obbligo di condanna per ricorso manifestamente infondato o inammissibile: usato per condannare Morano alle spese e a versare una somma alla Cassa delle ammende

  • art. 606, comma 2-bis, cod. proc. pen.; art. 39-bis d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    richiamati a proposito dei limiti di cognizione della Cassazione sui motivi di merito e sull'ambito di riforma dell'appello per reati di competenza del giudice di pace; la Corte ha comunque deciso per l'annullamento con rinvio in relazione alla specifica omessa valutazione della provocazione

Massime di principio

  • Sulla notifica in appello: se la citazione è stata effettivamente ricevuta dall'imputato (anche tramite convivente) o notificata al difensore come parte civile, la nullità per mancata osservanza del termine a comparire può essere di grado intermedio e va eccepita tempestivamente in udienza; dedurla per la prima volta in cassazione è generalmente inammissibile
  • Sull'attenuante della provocazione: lo "stato d'ira" può perdurare nel tempo e la reazione non deve essere necessariamente immediata; la provocazione può essere riconosciuta anche quando la reazione esplode dopo un intervallo, specie se collegata ad un accumulo di comportamenti ingiusti o se gli eventi si svolgono nello stesso arco temporale
  • Sulla legittima difesa: il giudice di merito deve motivare confrontando le testimonianze e le circostanze obiettive; il ricorso per cassazione che lamenta travisamento della prova deve indicare con precisione quali elementi di fatto sarebbero stati valutati erroneamente e perché
  • Sulle conclusioni della parte civile e del PM: atti o conclusioni depositate oltre i termini previsti possono essere disattesi; la tempestività formale è rilevante per la loro valutazione in sede di cassazione
  • Sull'esito della cassazione: la Corte può annullare solo in parte (limitatamente a omessi accertamenti di diritto) e disporre il rinvio per nuovo esame; non sempre l'annullamento comporta l'assoluta revisione di tutte le statuizioni di merito

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