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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12803/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha verificato gli atti, accertato la tardività dell'appello e dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione della Corte di appello di Bari nella parte in cui questa ha omesso di dichiarare l'inammissibilità dell'appello per tardività. Dalle annotazioni processuali risulta che l'estratto contumaciale era stato notificato all'imputato il 4 marzo 2013; il termine per proporre appello era di 45 giorni (come previsto dall'epoca dalla normativa citata) e l'atto di appello è stato depositato presso il Tribunale di Cassino il 19 aprile 2013, ossia un giorno oltre il termine. Pertanto il ricorrente ha denunciato errore in procedendo per omissione del controllo di ammissibilità dell'impugnazione da parte della Corte di appello.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. proc. pen.

    co. 1 lett. c) e co. 2 lett. d) (nella formulazione allora vigente)

    La norma fissa i termini per proporre impugnazione; la Corte ha interpretato il termine di 45 giorni come scadente prima del deposito effettuato il 19/04/2013, rendendo l'appello tardivo e quindi inammissibile.

  • art. 544 cod. proc. pen.

    La disposizione è stata richiamata per il calcolo del termine e per il rapporto con i termini per il deposito delle motivazioni fissati dal Tribunale (90 giorni nel caso di specie).

  • Principio di diritto (giurisprudenza consolidata)

    Sez. 4, sent. n. 16399/1990; Sez. 1, sent. n. 3462/1987; Sez. 2, n. 40816/2014; Sez. 3, n. 20356/2020

    Le cause di inammissibilità (come la tardività dell'appello) non sono sanabili e devono essere rilevate in ogni stato e grado del procedimento; pertanto la Corte di Cassazione deve dichiarare l'inammissibilità anche se il giudice di merito non l'ha rilevata.

Massime di principio

  • Verificare sempre la data di notifica/estratto contumaciale: i termini per proporre appello decorrono da quella data e sono perentori.
  • Il deposito dell'atto di appello presso l'ufficio competente deve avvenire entro il termine previsto; un deposito anche di un solo giorno oltre il termine rende l'impugnazione inammissibile.
  • Le cause di inammissibilità non si sanano e possono essere rilevate d'ufficio in ogni grado di giudizio, compresa la Corte di Cassazione.
  • Il controllo dell'ammissibilità dell'impugnazione rientra nella funzione di legittimità e può essere oggetto di ricorso per error in procedendo; il giudice di legittimità può esaminare gli atti per accertare la tardività.
  • In situazioni di contumacia è importante considerare termini speciali (es. termini per deposito delle motivazioni) e calcolare correttamente le scadenze in base alle norme processuali vigenti al tempo dell'impugnazione.

Testo integrale

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