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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37624/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Valentino Gionta, detenuto in regime differenziato ex art. 41-bis, aveva proposto reclamo per ottenere l'acquisto in istituto, tramite sopravvitto/abbonamento, di riviste non incluse nel modello 72. L'Amministrazione penitenziaria aveva negato l'introduzione di tali pubblicazioni per ragioni di ordine e sicurezza, ritenendo che annunci e inserzioni possano veicolare messaggi criptici e favorire comunicazioni illecite con l'esterno. Il Tribunale di sorveglianza aveva accolto il reclamo del detenuto censurando il diniego come pregiudizievole della parità di trattamento e del diritto all'informazione; il Ministero e le amministrazioni carcerarie hanno impugnato in Cassazione sostenendo la legittimità delle limitazioni previste dall'art. 41-bis e l'insindacabilità delle modalità amministrative disciplinate anche dalla circolare ministeriale del 2 ottobre 2017, nonché l'inammissibilità giurisdizionale rispetto a scelte discrezionali dell'Amministrazione ai sensi dell'art. 35-bis.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza. Ha ritenuto che il reclamo giurisdizionale tutela solo la lesione di un diritto qualificabile nel suo nucleo essenziale e non le mere modalità di esercizio del diritto, che restano soggette alla discrezionalità dell'Amministrazione penitenziaria salvo controllo di razionalità e proporzionalità. In relazione all'art. 41-bis e alla circolare ministeriale, la Corte ha ritenuto legittime e giustificate le restrizioni all'introduzione di stampa non prevista nel modello 72, fondate sull'esperienza e sulle esigenze di prevenzione delle comunicazioni illecite; le ragioni amministrative erano logiche e non manifestamente irragionevoli, e il divieto non ha comportato una negazione del diritto fondamentale, ma solo una compressione delle modalità di esercizio. Pertanto le decisioni del Magistrato di sorveglianza e del Tribunale sono state annullate.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Attribuisce al Ministro della Giustizia misure speciali per limitare relazioni e contatti dei detenuti; il comma 2-quater consente limitazioni alla ricezione della stampa e rimette all'Autorità amministrativa la regolamentazione di queste misure, giustificando restrizioni per esigenze di ordine e sicurezza e legittimando la discrezionalità amministrativa, sindacabile dal giudice solo nei termini di razionalità e proporzionalità.

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Regola il reclamo giurisdizionale davanti alla magistratura di sorveglianza; secondo la Corte tutela le posizioni giuridiche qualificabili come diritto soggettivo nel nucleo essenziale e non le sole modalità attuative soggette a discrezionalità amministrativa.

  • art. 69, comma 6, lett. b) Ord. pen.

    Collegato all'istituto del reclamo giurisdizionale; la giurisprudenza richiede un attuale e grave pregiudizio alla posizione giuridica del detenuto per ammettere il sindacato giudiziario.

  • art. 15 Cost.

    La tutela della corrispondenza è particolarmente sensibile; per la corrispondenza il comma 2-quater, lett. e) dell'art. 41-bis prevede il visto di controllo come misura di elezione, mentre per la stampa sono possibili limitazioni più penetranti; la Corte segnala la diversità di trattamento tra corrispondenza e stampa.

  • Circolare ministeriale 2 ottobre 2017

    Disposizioni attuative per il circuito detentivo speciale che regolano ingresso, circolazione e detenzione della stampa in sezioni 41-bis, imponendo acquisto tramite canali istituzionali e vietando ricezione dall'esterno; la Corte ne riconosce la legittimità in quanto fondata su esperienza operativa e finalizzata a prevenire comunicazioni illecite.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 122/2017

    Ha ritenuto compatibili con la Costituzione le misure che impongono ai detenuti in regime speciale di servirsi dell'istituto per acquisire pubblicazioni, a condizione che il meccanismo non si traduca in negazione surrettizia dei diritti e che l'Amministrazione garantisca un servizio efficiente senza barriere di fatto.

Massime di principio

  • Il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis tutela la lesione del nucleo essenziale di un diritto soggettivo; le contestazioni sulle modalita operative spettano primariamente all'Amministrazione e sono sindacabili dal giudice solo se manifestamente irragionevoli o sproporzionate.
  • In regime 41-bis l'Amministrazione ha ampia discrezionalità a limitare ingresso e ricezione di libri, riviste e stampa per ragioni di ordine e sicurezza volte a prevenire comunicazioni illecite; tali misure sono legittime se razionali e proporzionate.
  • Le circolari amministrative basate su esperienza operativa possono giustificare restrizioni sulla stampa, ma l'Amministrazione è tenuta a garantire che i meccanismi (es. sopravvitto, abbonamenti istituzionali) non costituiscano barriere di fatto al diritto d'informazione.
  • Quando si impugna un diniego di introduzione di pubblicazioni, il detenuto deve dimostrare un pregiudizio attuale e grave e che la vicenda riguardi il nucleo del diritto, non la sola modalita di esercizio; altrimenti il ricorso è destinato a non trovare tutela.
  • Il giudice di sorveglianza può controllare la razionalità e l'efficienza del sistema amministrativo (per esempio tempi e concretezza del servizio di sopravvitto), ma non può sostituirsi alle valutazioni discrezionali dell'Amministrazione senza elementi di ingiustificabilità.

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