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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39842/2022 del 21/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per omissione della revoca dell'ordine di demolizione. Il ricorrente deduce che l'ordine di demolizione è accessorio alla sentenza di condanna per il reato edilizio ex art. 44, lett. c) d.P.R. 380/2001 e che la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione impone la revoca di tale statuizione accessoria; chiede l'annullamento senza rinvio della parte della sentenza che ha mantenuto l'ordine di demolizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha richiamato l'art. 31, comma 9, d.P.R. n. 380/2001 (che prevede l'ordine di demolizione in caso di condanna) e la giurisprudenza consolidata che qualifica tale ordine come provvedimento accessorio di natura amministrativa-ablatoria ma giurisdizionale. Poiché la Corte d'appello ha dichiarato estinto il reato per prescrizione ma ha mantenuto l'ordine di demolizione, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'ordine di demolizione, eliminando tale statuizione.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380/2001, art. 31, comma 9

    "per le opere abusive di cui al presente articolo (interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire ovvero in totale difformità o con variazioni essenziali) il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 44, ordina la demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita"

    L'ordine di demolizione è un provvedimento accessorio alla sentenza di condanna, di natura amministrativa-ablatoria ma con applicazione giurisdizionale; la sua sussistenza è collegata alla condanna per il reato edilizio

  • d.P.R. n. 380/2001, art. 44, lett. c)

    Norma che incrimina le violazioni edilizie cui si applicano le misure previste dall'art. 31; la sentenza di condanna per questo reato giustifica l'ordine di demolizione quale misura accessoria

  • L. n. 47/1985, art. 7, ultimo comma

    Richiamata nella parte in cui l'art. 31 riproduce il disposto dell'art. 7 per confermare la previsione dell'ordine di demolizione in caso di opere abusive

  • d.L. n. 137/2020, conv. in L. n. 176/2020, art. 23, comma 8

    Normativa emergenziale che ha consentito la trattazione in camera di consiglio senza la presenza delle parti; eseguita la decisione in tali forme procedurali

  • art. 181 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente nella prospettazione delle norme applicabili; non è stata fornita nel testo una specifica citazione della norma, ma figura nel quadro normativo dell'edilizia abusiva richiamato dal ricorso

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 è accessorio alla condanna per il reato edilizio: se la condanna principale viene meno per estinzione del reato (es. prescrizione), l'ordine di demolizione deve essere revocato.
  • Se una Corte d'appello dichiara estinto il reato ma omette di revocare un provvedimento accessorio collegato alla condanna, la Cassazione può annullare senza rinvio la parte della decisione relativa al provvedimento accessorio.
  • La natura dell'ordine di demolizione è quella di una sanzione amministrativa di tipo ablatorio con applicazione giurisdizionale; non va interpretata come pena accessoria o come misura di sicurezza patrimoniale.
  • In sede di impugnazione per cassazione, il rimedio efficace contro il mantenimento ingiustificato di misure accessorie è il motivo limitato alla revoca di quelle statuizioni, chiedendo l'annullamento senza rinvio quando non è necessario un esame ulteriore del merito.
  • Le decisioni procedurali possono essere adottate in camera di consiglio senza le parti in presenza delle previsioni normative emergenziali (es. art. 23 comma 8 d.l. 137/2020 conv. in l. 176/2020); è utile annotare ciò per la strategia difensiva e per i termini processuali.

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