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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33149/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Riemma impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Perugia che aveva respinto il suo reclamo contro il decreto del Magistrato di sorveglianza di Spoleto (29/05/2024). Il Magistrato di Spoleto aveva dichiarato non luogo a provvedere sull'istanza di permesso premio per sopravvenuta incompetenza funzionale a seguito del trasferimento del detenuto a Napoli Poggioreale. Il Tribunale, pur riconoscendo che la competenza si radica al momento della richiesta (principio della perpetuatio jurisdictionis), ha tuttavia respinto nel merito l'istanza ritenendo che la realizzazione del permesso fosse impedita dall'attuale allocazione del detenuto in altra regione e rimandando la valutazione al Magistrato competente per Napoli Poggioreale. Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione: la decisione sarebbe contraddittoria e illegittima perché la collocazione detentiva è ininfluente ai fini della valutazione della meritevolezza del permesso premio.

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto fondato. La Corte ha confermato che, ai fini dell'art. 30-ter Ord. pen., il Magistrato deve accertare tre requisiti (regolare condotta, assenza di pericolosità sociale, funzionalità del permesso alla coltivazione di interessi affettivi/culturali/lavorativi). Ha altresì sancito che la competenza si radica al momento della richiesta e rimane insensibile a successivi mutamenti della locazione del detenuto. Perciò ha rilevato la contraddittorietà dell'ordinanza impugnata (riconoscimento della competenza e al contempo rinvio della decisione per trasferimento) e ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Perugia, rinviando il giudizio per nuovo esame al medesimo Tribunale di sorveglianza di Perugia.

Norme richiamate

  • art. 30-ter Ord. pen.

    La norma disciplina il permesso premio e i requisiti per la sua concessione: regolare condotta del detenuto, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso alla coltivazione di interessi affettivi, culturali e di lavoro. Il magistrato di sorveglianza deve accertare tali requisiti acquisendo informazioni adeguate.

  • principio della perpetuatio jurisdictionis

    Principio di natura giurisprudenziale secondo cui la competenza del Magistrato o del Tribunale di sorveglianza si determina al momento della richiesta di un beneficio penitenziario e rimane insensibile a successivi cambiamenti dell'allocazione del detenuto.

Massime di principio

  • La competenza territoriale per valutare un permesso premio si determina al momento di presentazione dell'istanza e non viene meno per il successivo trasferimento del detenuto.
  • Se il giudice specializzato rileva la propria competenza non può poi rifiutare di decidere sul merito invocando il trasferimento del detenuto senza adeguata motivazione giuridica; ciò costituisce contraddittorietà e vizio di motivazione.
  • Sulla richiesta di permesso premio il magistrato deve valutare i tre requisiti previsti dall'art. 30-ter (condotta, assenza di pericolosità sociale, funzionalità del permesso) acquisendo informazioni adeguate e motivando la decisione rispetto a ciascun requisito.
  • Se esistono difficoltà operative dovute al luogo di esecuzione del permesso, il giudice competente deve affrontare e motivare tali aspetti; diversamente il provvedimento è annullabile e il ricorso va accolto.
  • In presenza di trasferimento del detenuto è opportuno un coordinamento tra magistrature competenti, ma tale esigenza non può sostituire una decisione motivata da parte del giudice che ha la competenza originaria.

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