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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13214/2024 del 02/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato la misura cautelare non custodiale applicata dalla GIP per il reato di ricettazione continuata, contestata in relazione alla percezione di contributi destinati ai genitori erogati dalla cosca mafiosa. Il Procuratore ha censurato il Tribunale per non aver valutato compiutamente gli indizi (intercettazioni, attivismo della giovane nel chiedere denaro, consegna di una busta ai capimandamento) e per aver escluso apoditticamente il dolo eventuale, richiamando precedenti non pertinenti.

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso per vizio di motivazione (art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.), ha rilevato che il Tribunale del riesame non ha applicato correttamente i principi sulla configurabilità del dolo eventuale nella ricettazione aggravata in contesto mafioso e non ha esaminato l'intero compendio indiziario (intercettazioni e prove sulla funzione dell'indagata come tramite). Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale del riesame di Palermo per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Fondamento del motivo di ricorso per vizio di motivazione: la censura riguarda la insoddisfacente o incompleta motivazione del provvedimento impugnato

  • Sez. 6, n. 19362 del 04/06/2020 (Criscuolo)

    Affermata la sussistenza della ricettazione aggravata quando il sodalizio mafioso eroga contributi periodici ai congiunti di affiliati, poiché ciò rafforza la rete di mutualità e agevola l'associazione

  • Sez. U, n. 12433 del 26/11/2009 (Nocera)

    Principio secondo cui il dolo nella ricettazione può configurarsi anche nella forma eventuale; utile per valutare la consapevolezza dell'agente circa la possibile provenienza illecita dei beni

  • Sez. 1, n. 27548 del 17/06/2010 (Screti)

    Non è sufficiente il mero sospetto circa la provenienza delittuosa; serve una rappresentazione concreta della possibilità e l'accettazione del rischio

  • Sez. 2, n. 8330 del 26/11/2013 (Antonicelli)

    Il dolo eventuale si configura quando l'agente si rappresenta la concreta possibilità della provenienza delittuosa del denaro e accetta il rischio

  • Sez. 1, n. 52869 del 21/02/2018 (De Benedictis) e Sez. 1, n. 29472 del 07/05/2019 (Ali)

    Richiamate come precedenti non pertinenti dal Tribunale: la Corte segnala che l'uso di precedenti riferiti a fattispecie diverse (es. detenzione di armi) non esonera dal valutare l'adattamento della figura del dolo eventuale in reati di condotta/ricettazione

Massime di principio

  • La mera conoscenza della qualità criminale di familiari non esclude automaticamente il dolo sulla provenienza illecita di somme: occorre valutare il comportamento concreto dell'indagato (es. attivismo nel richiedere denaro, ruolo di tramite).
  • Il dolo eventuale nella ricettazione è applicabile: non richiede la certezza della provenienza delittuosa ma la rappresentazione della concreta possibilità e l'accettazione del rischio da parte dell'agente.
  • Il Tribunale del riesame deve esaminare compiutamente l'intero compendio indiziario (intercettazioni, modalità e ripetizione delle consegne, ruolo dell'indagato) prima di escludere la gravità indiziaria sul dolo.
  • Non è sufficiente richiamare precedenti giurisprudenziali relativi a fattispecie diverse senza motivare la loro pertinenza: i principi sul dolo eventuale richiedono adattamenti e confronto con la specifica fattispecie.
  • Se emergono elementi che possono far ritenere plausibile la consapevolezza della provenienza illecita (ripetizione dei pagamenti, richiesta di aumenti, veicolazione di messaggi ai vertici), il pubblico ministero può efficacemente censurare l'insufficiente motivazione e ottenere il rinvio.
  • In contesti di erogazioni periodiche da parte di consorterie mafiose, la natura mutualistica del supporto economico può integrare l'aggravante e giustificare un rigoroso esame del dolo anche in ipotesi di ricettazione non custodiale.

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