Cassazione Penale, Sentenza n. 21936/2022 del 07/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il difensore dell'imputato impugna per cassazione la conferma, da parte della Corte d'appello, della condanna per il reato di truffa contestato al capo 3). Il ricorso sostiene che i fatti non integrerebbero la truffa ma l'insolvenza fraudolenta, perché gli imputati non avrebbero posto in essere artifici o raggiri ma si sarebbero limitati a non adempiere e a dissimulare la propria insolvenza; la Corte territoriale aveva invece ritenuto che gli imputati avessero fornito rassicurazioni verbali e comportamentali che indussero la vittima a consegnare i mezzi senza ottenere garanzie. Il ricorrente lamenta carenza di specificazione delle parole o della condotta attribuita a Lo Presti Ivano, sostenendo motivazione apparente.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso deducesse un presunto travisamento del fatto invece del travisamento della prova, mentre in cassazione non è consentito riformulare la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito salvo che non si dimostri che la decisione è fondata su prova inesistente o su un risultato probatorio manifestamente difforme. Il ricorso è stato giudicato generico perché non indicava le dichiarazioni della parte offesa che smentissero l'esistenza delle rassicurazioni. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
La norma è stata applicata per condannare il ricorrente al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende e per le spese, ritenendo sussistere profili di colpa nella proposizione del ricorso inammissibile.
Massime di principio
- In cassazione non è consentito rimettere in discussione la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito; è ammessa solo la censura per travisamento della prova quando la decisione si fonda su prova inesistente o su un risultato probatorio manifestamente difforme dalla realtà.
- I ricorsi che contestano la ricostruzione fattuale devono indicare in modo puntuale le dichiarazioni, gli atti o gli elementi probatori che si ritengono travisati; affermazioni generiche sulla mancata prova sono inammissibili.
- Per contestare la qualificazione giuridica del fatto (es. truffa vs insolvenza fraudolenta) è necessario dimostrare, con riferimenti documentali o testimoniali precisi, l'assenza degli elementi tipici della fattispecie contestata (per la truffa: artifici o raggiri).
- La proposizione di un ricorso manifestamente generico o infondato può comportare la condanna alle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi essenziale valutare la solidità e la specificità dei motivi prima di impugnare in cassazione.
- Se la domanda difensiva si fonda sull'assenza di dichiarazioni specifiche (es. rassicurazioni verbali), il difensore deve trascrivere o richiamare espressamente le dichiarazioni della parte offesa o altre prove che possano dimostrare l'inesistenza di tali rassicurazioni.
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