Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24920/2025 del 07/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Del Giorno aveva presentato, mentre era detenuto (30/07/2024), un'istanza ai sensi dell'art. 35-ter Ord. pen. per ottenere rimedi risarcitori per presunte violazioni dell'art. 3 CEDU relative alle condizioni di detenzione. Il magistrato di sorveglianza ha dichiarato «non doversi procedere» con decreto del 09/01/2025 ritenendo che la sopravvenuta scarcerazione avesse fatto venire meno l'interesse dell'istante. Il ricorrente ha impugnato sostenendo violazione di legge e carenza di motivazione, deducendo che l'aver presentato l'istanza in stato di detenzione mantiene la competenza e l'interesse anche se la scarcerazione interviene prima della decisione e che il giudice avrebbe comunque dovuto pronunciarsi, potendo riconoscere il rimedio anche in termini monetari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha affermato che la competenza del magistrato di sorveglianza si radica nello stato di restrizione al momento della proposizione dell'istanza e permane anche se l'interessato viene scarcerato nella fase successiva. Il giudice di sorveglianza doveva quindi valutare la domanda, anche perché il rimedio, se riconosciuto, può consistere in una riduzione di pena o in una somma di denaro. Il decreto impugnato, emesso de plano per sopravvenuta scarcerazione, è stato ritenuto illegittimo e annullato; la causa è rinviata al magistrato di sorveglianza di Torino per nuovo giudizio conforme ai principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 35-ter Ord. pen.

    La competenza del magistrato di sorveglianza per i rimedi risarcitori si fonda sullo stato di detenzione del richiedente al momento della presentazione della domanda; tale competenza non viene meno per la successiva scarcerazione e impone al giudice di pronunciarsi, potendo il rimedio essere riconosciuto anche in termini monetari.

  • art. 3 CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo)

    Le violazioni dell'art. 3 CEDU nelle condizioni di detenzione danno diritto a rimedi risarcitori; l'accertamento del diritto al rimedio può essere richiesto dall'interessato anche dopo la cessazione dello stato detentivo se l'istanza è stata proposta durante la detenzione.

  • art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    Le ipotesi che consentono al magistrato di sorveglianza di dichiarare de plano l'inammissibilità o di non integrare il contraddittorio sono tassative; la sopravvenuta scarcerazione non rientra tra le condizioni che legittimano la mancata valutazione dell'istanza, pertanto il provvedimento adottato de plano per tale motivo è illegittimo.

Massime di principio

  • Se l'istanza di rimedio risarcitorio ex art. 35-ter Ord. pen. è stata presentata mentre il richiedente era detenuto, il magistrato di sorveglianza è competente a decidere anche se l'interessato viene scarcerato prima della decisione.
  • La sopravvenuta scarcerazione non implica automaticamente l'inammissibilità dell'istanza né la possibilità per il magistrato di dichiarare de plano il non doversi procedere per quel motivo.
  • Il rimedio per violazioni dell'art. 3 CEDU può essere riconosciuto in termini diversi (riduzione di pena o risarcimento in denaro); quando la pena non è più espiabile, la compensazione monetaria è idonea e resta nella giurisdizione del magistrato di sorveglianza.
  • Il provvedimento de plano che dichiara l'inammissibilità dell'istanza per sopravvenuta scarcerazione è impugnabile in Cassazione mediante ricorso per cassazione, non con reclamo al Tribunale di sorveglianza.
  • Il decorso del tempo intervenuto tra la presentazione dell'istanza e la decisione, se dovuto a tempi dell'ufficio giudiziario, non può essere fatto valere a danno del richiedente ai fini della perdita dell'interesse a ottenere il rimedio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.