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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15041/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ente previdenziale)

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto la pensione di reversibilità quale figlio inabile di titolare di pensione diretta. La domanda era stata respinta nei gradi di merito perché, al momento del decesso del genitore, mancava il requisito sanitario dell'inabilità rilevante; inoltre la corte territoriale aveva escluso anche la vivenza a carico del padre, rilevando che il figlio aveva un nucleo familiare autonomo con moglie e figli, non conviveva con il genitore ed era titolare di redditi propri ritenuti adeguati. In cassazione il ricorrente deduceva violazione degli artt. 3 e 38 Cost., dell'art. 22 della L. 903/1965 e dell'art. 8 della L. 222/1984, sostenendo che la corte d'appello non avesse considerato la non adeguatezza dei suoi redditi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che, ai fini della pensione di reversibilità in favore del figlio maggiorenne inabile, non basta la sola non autosufficienza economica, ma è necessario il distinto requisito della vivenza a carico del pensionato diretto, da accertarsi con giudizio di fatto rimesso al giudice di merito. Nel caso concreto, il motivo censurava la valutazione sull'autosufficienza economica, ma non l'accertamento di merito sulla mancanza di vivenza a carico; perciò la doglianza non colpiva la ratio decidendi della sentenza impugnata. Sono state disposte spese irripetibili ai sensi dell'art. 152 att. c.p.c. ed è stato dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 3 Cost.

    Invocato dal ricorrente a sostegno della censura, senza che la Corte ne faccia un'applicazione autonoma nel merito.

  • art. 38 Cost.

    Invocato dal ricorrente; la Corte ribadisce però che l'accesso alla prestazione richiede il rispetto dei requisiti legali specifici.

  • art. 22 L. 903/1965

    Richiamato dal ricorrente quale base normativa del diritto alla reversibilità; la Corte lo considera nel quadro dei requisiti di legge della prestazione.

  • art. 8 L. 222/1984

    Richiamato dal ricorrente; la Corte ribadisce che il requisito della vivenza a carico è distinto dalla mera non autosufficienza economica.

  • art. 152 att. c.p.c.

    Richiamato per le spese irripetibili; la Corte dispone che le spese restino irripetibili.

  • art. 13, comma 1 quater, DPR n. 115/2002

    Applicato per dare atto della sussistenza dei presupposti processuali del raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1 bis, DPR n. 115/2002

    Richiamato in combinato con il comma 1 quater per l'importo dell'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • Per la pensione di reversibilità in favore del figlio maggiorenne inabile non è sufficiente dimostrare una generica non autosufficienza economica: occorre provare anche la vivenza a carico del genitore defunto.
  • La vivenza a carico non coincide necessariamente con la convivenza né con la totale soggezione finanziaria del figlio, ma richiede che il genitore abbia provveduto in via continuativa e in misura quantomeno prevalente al suo mantenimento.
  • L'accertamento sulla vivenza a carico è un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito e non è censurabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata.
  • In sede di legittimità il motivo è inammissibile quando contesta un profilo diverso da quello che ha sorretto la decisione impugnata, senza aggredire specificamente la ratio decidendi.

Come è indicizzato

MateriePensioniRicorso per cassazione
RamiPrevidenzaProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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