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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43501/2023 del 26/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale in relazione alla richiesta di conversione di una pena pecuniaria nei confronti di Abdellaoui Abdelaziz. Il Magistrato di sorveglianza di Napoli ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha sollevato conflitto negativo perché il condannato risultava irreperibile all'indirizzo indicato nei registri comunali di Giugliano in Campania (cancellazione per irreperibilità e verbale di vane ricerche). In base all'accertata irreperibilità, si è posta la questione se la competenza dovesse seguire il criterio della residenza/domicilio indicato o il criterio del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna.

La decisione

La Corte ha risolto il conflitto in favore del Magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia, affermando che, nel procedimento per l'esecuzione delle pene pecuniarie quando il pubblico ministero accerta l'impossibilità di esazione per soggetto irreperibile, gli atti devono essere trasmessi al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna (applicazione dell'art. 677, comma 2, ultima parte). Pertanto la competenza è stata dichiarata a favore del Magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia e gli atti sono stati disposti in trasmissione.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Definizione della fattispecie di conflitto di competenza: la situazione rientra nei conflitti di competenza perche' entrambi i giudici hanno declinato vicendevolmente la competenza.

  • art. 677, comma 2, ultima parte, cod. proc. pen.

    Interpretato nel senso che, quando il pubblico ministero, dal controllo formale degli atti, accerta l'impossibilità di esazione per irreperibilità del condannato, gli atti devono essere trasmessi al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna (criterio prevalente nell'ipotesi di irreperibilità).

  • art. 107, primo comma, legge 24 novembre 1981, n. 689

    La norma (che attiene ai criteri ordinari di competenza basati su residenza/domicilio) non è applicabile per prevalere sul criterio del luogo di pronuncia della sentenza quando il soggetto è accertatamente irreperibile.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 35 del 17/01/1996 (Nikolic)

    Richiamata a sostegno del principio secondo cui, in caso di irreperibilità del debitore, la competenza deve essere individuata nel magistrato del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna e non sul criterio della residenza o domicilio indicati.

Massime di principio

  • Se il condannato risulta irreperibile all'indirizzo indicato, occorre accertare formalmente l'irreperibilità (verbali di vane ricerche, comunicazioni delle forze dell'ordine, cancellazione anagrafica) prima di valutare la competenza territoriale.
  • In presenza di irreperibilità accertata, gli atti relativi all'esecuzione di pene pecuniarie devono essere trasmessi al Magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna (art. 677, comma 2, ultima parte), e non al magistrato del luogo di residenza o domicilio indicato.
  • Il criterio della residenza/domicilio (art. 107 L. 689/1981 e prima parte dell'art. 677, comma 2) resta operativo solo quando non è stata accertata l'irreperibilità; in caso contrario prevale il criterio del luogo di pronuncia della sentenza.
  • Prima di sollevare o trasferire la competenza, l'autorità procedente dovrebbe documentare le ricerche effettuate (verbali di vane ricerche, note delle forze dell'ordine, verifiche anagrafiche) per evitare conflitti o per giustificare la trasmissione agli altri uffici.
  • Se i giudici territoriali declinano vicendevolmente la competenza, si configura un conflitto di competenza ai sensi dell'art. 28 c.p.p.; la risoluzione spetta alla Corte di cassazione quando non sia possibile una composizione concorde.

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