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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05473/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice di sorveglianza)

La controversia

Il detenuto ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Torino che aveva ritenuto legittimo il non inoltro o la mancata consegna di corrispondenza detenuta. Dal testo emerge che il controllo riguardava una missiva rispetto alla quale l'autorità di sorveglianza aveva valorizzato elementi concreti idonei a far dubitare ragionevolmente che il contenuto effettivo corrispondesse a quello apparente, desumibile dalla semplice lettura del testo e delle immagini. Il ricorso contestava tale valutazione di merito, sostenendo in sostanza che gli elementi addotti non fossero sufficienti, ma la censura è stata ritenuta attinente al merito e non a un vizio di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza si fosse correttamente conformato al principio secondo cui, in materia di controllo sulla corrispondenza del detenuto, il non inoltro o la mancata consegna possono essere motivati sulla base di elementi concreti che facciano ragionevolmente dubitare della genuinità del contenuto apparente della missiva. Ha inoltre osservato che il giudice di merito aveva fornito una motivazione esauriente sulla natura e consistenza di tali elementi, mentre le doglianze del ricorrente miravano solo a una diversa lettura del merito. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende

  • controllo sulla corrispondenza del detenuto

    il diniego di inoltro o di consegna della corrispondenza è legittimo se sorretto da elementi concreti che facciano ragionevole dubitare del contenuto effettivo della missiva

  • Sez. 5, n. 32452 del 22/02/2019, Falsone

    richiamata come precedente conforme sulla legittimità del diniego di inoltro/consegna della corrispondenza del detenuto

  • Sez. 1, n. 51187 del 17/05/2018, Falsone

    richiamata come precedente conforme sulla legittimità del diniego di inoltro/consegna della corrispondenza del detenuto

Massime di principio

  • Nel controllo sulla corrispondenza del detenuto, il provvedimento di non inoltro o di mancata consegna può essere fondato su elementi concreti e specifici che inducano un ragionevole dubbio sulla corrispondenza tra contenuto apparente e contenuto effettivo della missiva.
  • La motivazione del giudice di sorveglianza è sufficiente quando dia conto in modo esauriente della natura e consistenza degli elementi valutati, anche in presenza di meri refusi o imprecisioni non idonei a infirmare l'impianto argomentativo.
  • In cassazione non è consentito trasformare il sindacato di legittimità in una rivalutazione del merito della decisione, se la censura si limita a contestare l'apprezzamento fattuale compiuto dal giudice territoriale.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieProveImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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