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Sentenza

Sentenza n. 11248/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’esecuzione della sentenza n.10945/2023 emessa il 04/12/2023 dal Tribunale di Roma, sez. lavoro, G.L. dott.ssa Angela Damiani, nel procedimento recante nr. 33051/2023, passata in giudicato, notificata in forma esecutiva al Ministero dell'Istruzione e del Merito in data 12/04/2025

Giustizia amministrativa202514433

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, sezione lavoro, n. 10945/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore giudiziale)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 10945/2023 del Tribunale di Roma, sezione lavoro, passata in giudicato e notificata in forma esecutiva al Ministero. Ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione rispetto all'obbligo risultante dal titolo giudiziale. Il Ministero, pur costituito, non ha fornito chiarimenti o indicazioni idonei a dimostrare la corretta esecuzione della sentenza. Il ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'obbligo di esecuzione e l'adozione delle misure necessarie in sede di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, a fronte dell'allegato inadempimento, l'Amministrazione non avesse dimostrato né chiarito l'avvenuta corretta esecuzione del giudicato. Richiamando i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, il giudice ha riconosciuto il diritto del ricorrente a conseguire la prestazione accertata nella sentenza del giudice ordinario, precisando che i presupposti della pretesa riconosciuta dal titolo non sono sindacabili in sede di ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, da attivare previa richiesta del ricorrente e con decorrenza dalla scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La tutela dell'ottemperanza consente di ottenere l'esecuzione del giudicato e l'adozione delle misure necessarie a rendere effettiva la decisione.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'Amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine e nominare, in caso di inerzia, un commissario ad acta.

  • Cass. 13533/2001

    Nel rapporto tra creditore e debitore, il creditore deve allegare l'inadempimento, mentre spetta al debitore dimostrare l'adempimento; il principio è stato applicato al giudizio di ottemperanza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il creditore può limitarsi ad allegare l'inadempimento del soggetto obbligato; spetta a quest'ultimo fornire la prova dell'avvenuto adempimento o chiarire le modalità con cui il titolo è stato correttamente eseguito.
  • Il giudice dell'ottemperanza deve dare attuazione al contenuto del giudicato e non può rimettere in discussione i presupposti della pretesa già riconosciuta dal titolo giudiziale.
  • Quando l'Amministrazione non dimostra l'esecuzione del giudicato, il giudice può ordinarle di adempiere entro un termine predeterminato e nominare fin da subito un commissario ad acta per l'ipotesi di inutile decorso del termine.
  • La nomina del commissario ad acta può essere subordinata alla richiesta del ricorrente e operare dopo la scadenza del termine assegnato all'Amministrazione per l'adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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