Cassazione Penale, Sentenza n. 27616/2025 del 28/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale relativo alla domanda, proposta dal Pubblico Ministero in data 06/06/2022, di conversione in libertà controllata della pena pecuniaria di euro 400 inflitta ad Asan Nuredin. Il Magistrato di Sorveglianza di Napoli, con ordinanza del 30/11/2022, aveva dichiarato la propria incompetenza e trasmesso gli atti a Torino; il Magistrato di Sorveglianza di Torino, con ordinanza del 17/02/2025, si è a sua volta dichiarato incompetente e ha restituito gli atti al Pubblico Ministero per accertamenti sul domicilio del condannato, dando così luogo a una situazione di stasi processuale e al conseguente conflitto negativo sollevato da Napoli il 14/05/2025.
La decisione
La Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha pronunciato la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Torino, disponendo la trasmissione degli atti a tale ufficio. Nel motivare, la Corte ha ritenuto applicabile il secondo comma dell'art. 677 cod. proc. pen. (criterio della residenza o del domicilio) perché, al momento della richiesta di conversione (06/06/2022), il condannato si trovava in stato di libertà; ha altresì ritenuto incongruo il richiamo del Magistrato di Torino all'art. 107 della legge n. 689/1981, posto che tale norma è stata novellata dal d.lgs. 10/10/2022 n. 150 e che, in ogni caso, la giurisprudenza di questa Corte aveva già escluso la portata attributiva diversa rispetto all'art. 677 c.p.p. La Corte ha preso atto della residenza/domicilio del condannato in provincia di Torino (Alpignano) e ha quindi assegnato la competenza a Torino.
Norme richiamate
secondo comma dell'art. 677 cod. proc. pen. (utilizzo del criterio della residenza o del domicilio, ai fini dell'individuazione del giudice competente)
Applicabile quando, al momento della richiesta, il condannato si trova in stato di libertà: la competenza territoriale si determina con riferimento alla residenza o al domicilio del condannato; nel caso di specie tale criterio ha fatto ritenere competente il Magistrato di Sorveglianza di Torino.
art. 107 legge 24 novembre 1981, n. 689
«Per l'esecuzione della semilibertà sostitutiva, della detenzione domiciliare sostitutiva e del lavoro di pubblica utilità sostitutivo, quali pene conseguenti alla conversione della multa o dell'ammenda, si applicano gli articoli 62, 63, 64, 65, 68 e 69. Competente è il magistrato di sorveglianza, che provvede ai sensi dell'articolo 678, comma 1-bis del codice di procedura penale»
La Corte ritiene incongruo fondare la decisione sul richiamo a questa norma nella sua formulazione previgente; la disposizione è stata novellata dal d.lgs. 10/10/2022 n. 150 e, comunque, la giurisprudenza della Corte ha già riconosciuto la prevalenza del criterio dettato dall'art. 677 c.p.p. per la conversione delle pene pecuniarie.
art. 71, comma 1, lett. gg) d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Norma che ha modificato l'art. 107 della legge n. 689/1981 e che conferma il ruolo del magistrato di sorveglianza nell'ambito dell'esecuzione delle misure sostitutive e delle conversioni delle multe; la Corte la menziona per evidenziare l'aggiornamento normativo sul punto.
art. 678, comma 1-bis cod. proc. pen.
Richiamato dalla normativa sull'esecuzione sostitutiva come criterio operativo per il magistrato di sorveglianza; la Corte fa riferimento a tale disposizione nel contesto dell'esecuzione delle pene convertite.
Massime di principio
- Se, al momento della richiesta di conversione della pena pecuniaria, il condannato è in stato di libertà, la competenza territoriale si determina con riferimento alla residenza o al domicilio (art. 677, secondo comma c.p.p.).
- Se, al contrario, il condannato è già in stato di detenzione al momento della richiesta, trova applicazione il criterio del primo comma dell'art. 677 c.p.p. (competenza del giudice del luogo di esecuzione della pena).
- Il domicilio può essere decisivo come la residenza: dichiarazioni rese al momento dell'ingresso in carcere o altri elementi probatori possono comprovare il domicilio effettivo e determinare la competenza territoriale.
- Per le richieste di conversione delle pene pecuniarie (e relative modalità esecutive), la competenza spetta al magistrato di sorveglianza; riferimenti a norme abrogate o superate non sono idonei a mutare il criterio stabilito dall'art. 677 c.p.p.
- Quando due giudici si rifiutano formalmente di conoscere del procedimento e si crea una situazione di stasi, è ammissibile il conflitto di competenza da decidere dalla Corte di Cassazione; il comportamento corretto, da parte del giudice che ritiene l'altro competente, è sollevare immediatamente il conflitto negativo invece di restituire gli atti al pubblico ministero per accertamenti.
- In caso di incertezza sulla residenza o sul domicilio, il giudice non competente non dovrebbe solo restituire gli atti al PM per accertamenti, ma è opportuno sollevare il conflitto così da non prolungare la stasi processuale.
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