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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47688/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e difetto di correlazione tra la richiesta di applicazione della pena e la sentenza: l'imputato aveva conferito procura speciale al difensore per chiedere l'applicazione della pena di 8 mesi di reclusione, mentre la sentenza indicava e applicava una pena di 9 mesi e 10 giorni, con conseguente discordanza tra la richiesta riportata nell'epigrafe e la misura poi riportata nel dispositivo

La decisione

La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Genova. La Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso e ha esaminato il fascicolo: ha accertato l'esistenza di una procura speciale che autorizzava il difensore a chiedere 8 mesi, mentre il difensore aveva poi richiesto 9 mesi e 10 giorni ottenendo il consenso del pubblico ministero. La Corte ha richiamato il principio secondo cui la richiesta di applicazione della pena è atto personalissimo dell'imputato e il procuratore speciale non può travalicare i limiti del mandato; la ratifica da parte del giudice di un accordo sostitutivo che eccede il mandato determina la nullità della sentenza

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'applicazione della pena su richiesta delle parti (cosiddetto patteggiamento); la sentenza impugnata è stata emessa in base a questa procedura

  • art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Ground di cassazione per "error in procedendo"; consente alla Corte di cassazione di essere giudice anche del fatto e di accedere all'esame diretto degli atti per valutare la questione dedotta

  • Giurisprudenza pertinente

    Sez. 1, n. 8521 del 09/01/2013 (Chahid); Sez. 4, n. 37968 del 06/10/2021 (Ceesay Kalipha); Sez. 5, n. 37262 del 07/09/2015; Sez. 3, n. 41880 del 09/10/2008

    Principi richiamati: la Corte può esaminare atti per questioni di procedura/fatto; le parti possono modificare un accordo prima che il giudice lo recepisca, ma il procuratore speciale non può eccedere i limiti del mandato conferito dall'imputato; la violazione di tali limiti, se ratificata dal giudice, determina la nullità della sentenza

Massime di principio

  • La richiesta di applicazione della pena in sede di patteggiamento è atto personale dell'imputato: un procuratore speciale non può chiedere una pena superiore ai limiti espressamente indicati nel mandato
  • Le parti possono concordare una modifica dell'accordo originario prima che il giudice lo recepisca; tuttavia la modifica è valida solo se rientra nei poteri conferiti al difensore dal mandato dell'imputato
  • In caso di doglianza fondata su "error in procedendo" la Corte di cassazione può esaminare direttamente gli atti processuali anche se alcune formalità (es. allegazione della procura) non siano state inserite nel ricorso
  • La ratifica da parte del giudice di un accordo che eccede il mandato conferito al procuratore speciale comporta la nullità della sentenza di applicazione della pena
  • Per evitare annullamenti, occorre che la procura speciale indichi chiaramente i poteri in ordine alla richiesta di pena (incluso il termine massimo) e che qualsiasi variazione dell'accordo sia previamente autorizzata dall'imputato nei limiti del mandato
  • In sede di redazione del ricorso per cassazione su questioni di difetto di correlazione è utile richiamare e rendere disponibili gli atti (tra cui la procura speciale) perché la Corte può valutarli direttamente

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