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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29095/2026 del 30/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel corso di un procedimento penale, il giudice per l'udienza preliminare di Pescara ha autorizzato "ora per allora" la proroga delle indagini preliminari richiesta tempo prima dal pubblico ministero presso il Tribunale di Verona, richiesta che era stata tempestivamente presentata ma sulla quale il giudice allora competente non aveva provveduto prima della trasmissione degli atti per incompetenza territoriale. L'imputato ha ricorso per cassazione deducendo l'abnormità del provvedimento per carenza di potere in concreto: secondo la difesa, alla proroga era competente solo il giudice per le indagini preliminari di Verona e, una volta ricevuti gli atti a Pescara, il pubblico ministero avrebbe dovuto riproporre una nuova istanza prima della scadenza del nuovo termine, non potendosi sanare l'omissione con un provvedimento successivo adottato da giudice diverso.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, ai fini della validità della proroga del termine per le indagini preliminari ex art. 406 c.p.p., sia sufficiente che la richiesta del pubblico ministero sia anteriore alla scadenza del termine, potendo l'ordinanza di proroga essere adottata anche successivamente e avere efficacia retroattiva sanante sugli atti di indagine compiuti nel frattempo. Ha inoltre ribadito che contro l'ordinanza che decide sulla proroga non è previsto alcun mezzo di impugnazione, neppure il ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., trattandosi di atto di mero impulso processuale. Ne consegue che non sussiste né arbitrarietà né abnormità del provvedimento, che resta espressione di un potere previsto dall'ordinamento, anche se adottato da un giudice diverso da quello originariamente competente. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, senza sanzione pecuniaria per la particolarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 405 cod. proc. pen.

    viene richiamato per il termine di durata delle indagini preliminari, rispetto al quale la richiesta di proroga deve essere tempestiva

  • art. 406 cod. proc. pen.

    la richiesta di proroga del pubblico ministero deve essere presentata prima della scadenza del termine; l'ordinanza può essere emessa anche successivamente, con effetto retroattivo sanante

  • art. 111 Cost.

    non consente il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che decide sulla proroga delle indagini, perché l'atto non ha contenuto di sentenza né incide sulla libertà personale

  • art. 611, comma 1, cod. proc. pen.

    il procedimento in cassazione è stato celebrato con contraddittorio scritto, senza partecipazione del Procuratore generale e del difensore

Massime di principio

  • In materia di proroga delle indagini preliminari, è sufficiente che la richiesta del pubblico ministero intervenga prima della scadenza del termine; l'ordinanza autorizzativa può essere emessa anche dopo la scadenza, con efficacia retroattiva sanante sugli atti investigativi nel frattempo compiuti.
  • L'ordinanza che decide sulla proroga del termine di indagine è atto di mero impulso processuale e non è autonomamente impugnabile con ricorso per cassazione, neppure ai sensi dell'art. 111 Cost., salvo che si deducano vizi da far valere nel giudizio di merito.
  • Non integra abnormità il provvedimento con cui un giudice diverso da quello originariamente competente autorizza la proroga delle indagini, quando l'atto si colloca comunque nell'ambito di un potere previsto dal codice di rito e non rappresenta una deviazione radicale dal modello legale.
  • La mancata adozione tempestiva dell'ordinanza di proroga da parte del giudice originariamente competente non impone necessariamente la riproposizione di una nuova richiesta, se la domanda originaria era stata tempestivamente formulata nei termini di legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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