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Ordinanza

Ordinanza n. 369/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, - del decreto prot. n. 60761 del 22.10.2025 del Ministero dell'Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con il quale l'Amministrazione resistente ha rigettato l'istanza (prot. n. 1211 del 24/05/2024) presentata dalla ricorrente per il riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento conseguita in Romania su diverse classi di concorso per la Scuola Secondaria di I e di II grado; - nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202515056

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento conseguita in Romania per diverse classi di concorso della scuola secondaria

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 22 ottobre 2025 con cui è stata rigettata l'istanza di riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento conseguita in Romania per classi di concorso della scuola secondaria di primo e secondo grado. Ha chiesto l'annullamento dell'atto e, in via cautelare, la sospensione della sua efficacia. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il diniego è idoneo a incidere sull'incarico di lavoro in corso di svolgimento, il quale è risolutivamente condizionato al mancato riconoscimento del titolo. Il giudice ha ritenuto, all'esito della valutazione propria della fase cautelare, che le ragioni dedotte fossero prima facie idonee a fondare la tutela richiesta, quantomeno sotto il profilo del periculum in mora, qualora nel merito fosse definitivamente accertata la spettanza del titolo abilitativo.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare e ha sospeso l'efficacia del decreto ministeriale di diniego. La sospensione è stata accordata perché l'esecuzione dell'atto, nelle more della decisione di merito, avrebbe potuto arrecare un pregiudizio rilevante all'incarico di lavoro in corso, soggetto a risoluzione in caso di mancato riconoscimento del titolo, ove fosse poi accertata la spettanza dell'abilitazione. L'ordinanza non definisce il merito della controversia. Il giudizio è stato rinviato alla trattazione di merito in udienza pubblica dell'8 luglio 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale fondamento della tutela cautelare; il giudice ha accolto la domanda di sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può sospendere un diniego quando la sua esecuzione, nelle more della decisione di merito, è idonea a determinare un pregiudizio rilevante e attuale sulla posizione lavorativa del ricorrente, soprattutto se l'incarico è risolutivamente condizionato all'adozione del provvedimento negato.
  • La sospensione cautelare di un provvedimento di diniego può essere disposta anche senza definire il merito della spettanza del titolo richiesto, quando le ragioni dedotte appaiono prima facie meritevoli di esame e il periculum in mora risulta concreto.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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